"Vespro" (2011)
hai le ali di cesoia,
stai nel vulcano
di spento uranio
tra le anime.
A una mela del cesto aggrappi
le unghie ad uncino
e mi ami su quella bocca rossa,
poi del tizzone del camino
fai un orribile fiore
da donare alla peste.
* * *
precipitata, immaginiamocela
venuta dal battere del vento di stasera -
e pensare che l'avrei detto improbabile
oggi pomeriggio ma il sole invece
"ce la sapeva bene".
Porta è ovvio in sé dei frutti secchi
e un'aia,
polsi è chiaro di lana triturata
e una monaca senza lampada
che bussa al vetro nero.
