Normalmente ho aperto un sogno
che poteva valere tanto
lo abbiamo chiuso con disinvoltura
"Normalmente" "Sogno" "Disinvoltura"
Mi è bastata una maschera di carnevale
per farmi sicuro ed avvicinarmi
facendo finta di non tremare,
e non l'ho fatto.
Eri tu a tremare...
Quasi il potere che mi dava una maschera
ti sconvolse.
Eppure non variava tanto dal mio vero aspetto,
anzi, era bianca e copriva ogni trauma della mia pelle.
È per questo che non potrai mai amarmi...
Me la cavo bene a calcetto, ma non gioco in squadre famose.
Dopo questi autolesionismi terreni
ho intenzione di confessarmi sul serio.
Io ti amo! Tu non mi conosci, io non ti conosco.
Non puoi credere che si possa amare una persona che non co nosci.
Ma io ti amo come si ama un'idea...
Di quelle nelle quali non potrò mai più inciampare.
Sarà che hai lo sguardo di chi può ancora sorprendersi
e si contesta di colpo per averlo fatto.
Sarà che sei magra e hai una risata opinabile
e sei oggettivamente carina, ma non decisamente bella.
Sarà che porti un apparecchio che non vedi l'ora di togliere...
Non lasciare che il mondo decida per te quando sorridere
e verso dove camminare e come sfogarti,
e l'esperienze da portare avanti e quelle da abbandonare,
l'età in cui provare, l'età in cui smettere di fumare.
Ti amerei soltanto per difenderti da fosse comuni che non conosci
e falsamente ti faranno crescere,
scendendo a patti con tutti i mali di questa terra.
Ti amo come un'apparenza che non ho avuto il tempo di fare mi a,
un'immagine frammentata e misteriosa.
Rimarrà di te soltanto un nome...
Perché ti amo per il nome...
"Virginia".
Un ricordo accartocciato tra le fiamme del tempo,
forse il primo su cui potrei sorridere voltando pagina.
Non sai quanto mi uccida consacrarti a prima vittima
di questo nuovo braciere.
Un amore verso un’esistenza lontana dai miei paesaggi,
che cresce e si espande al di là dei miei sguardi,
che accresce il mio facile "ti amo" solo per non aver potuto
in nessun modo deludermi
e corrompere di consuetudini il flusso delle mie illusioni.
Un amore che fonda le sue origini
negli ultimi cocci caduti delle mie speranze mortali e disilluse
e che si nutre del tuo esistere inconsapevole di questi versi.
Un amore etereo, una figura astratta,
un nome che mi appare solo per sentirsi pronunciato,
quando il futuro è un cappio
e il pavimento crolla in pezzi.

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