oltre l'arborea vista
tutto si propaga al nulla
e d'ossimoro tacciono nidi allo specchio
proprio quando l'asse disgiunta, salva di chiodi
dona l'ultimo sbuffo di vita in profumo
L'acacia raccoglie la stessa scure
che carezzò le mie guance di bimba
che diede la mano
ai sonni impazziti
di sogni
e lacrime a lambire acqua torbida dei miei tremori
fremiti
crampi di vita

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