presi all’improvviso
oppure, ormai finiti
trasportati in quel cielo
che spesso ci appare buio, freddo
o altre volte azzurro, gonfio di luce ma
… lontano, infinito…
e loro, lì
a vivere un’altra vita
- quella migliore -
Noi, ognuno dal nostro inferno
occupando un mondo ingannevole
compassionevole
ci consumiamo nel dolore
nell’abbandono, nella mancanza
immaginandoli piangenti
E se ci avessero raccontato frottole, sulla vita
ed invece fosse tutto l’opposto
e i morti siamo noi (?)

Commenti
Di certo sentirsi estranei a quello che incatena e`di per se un miraggio
Molto riflessiva Sasha ..un caro saluto a presto