Dietro vesti d'una primavera quadra -stolta-

la mia guardia digiuna in nome di purpureo nastro

ad esser dono -Dio sa- di che cangiare

Volle allora il destino far da riva al corso

di parole restaurar poeta

allo spogliarsi di rosa in Maggio.

Cellula sana

torbidi i sensi

ma puliti giacquero in sull'addome

su ventre, Eva

sul petto, Adamo

Non fu più notte al sorgere di mala sorte

e mai fu pallido quel pensare austero

che Lui concesse agli umidi

-ulivi

zagare

fior di ciliegio

tele senza pezze-

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Profilo Autore: Aita Carla  

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