Riposa tu, dolce ameba,

tra le unghie delle rose

e le spine delle dita roventi.

Implora la notte

sentenza e condanna,

mentre la civetta bubola

e canta, i dolori

di chi ogni dì sempre s’affanna.

La donnola fugge irrequieta,

il tasso saltella tergiversando l’appiglio,

la nuvola vela la rondine

non del tutto mansueta.

Dormi tu, dolce ameba,

respira la vita

dal  respiro del vento.

Inala e cospargi di odori

questo pallido e languoroso

 fuggiasco tempo,

copri di angosce lo spirto perpetuo

e mostra la notte

il tuo pallido animo

scontroso e inquieto.

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Profilo Autore: Anna Santoro  

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Commenti  

Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 23-12-2015 18:11
UN SENTITO VERSEGGIO MIRABILMENTE SEQUELATO. BUONE FESTE.

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