Riposa tu, dolce ameba,
tra le unghie delle rose
e le spine delle dita roventi.
Implora la notte
sentenza e condanna,
mentre la civetta bubola
e canta, i dolori
di chi ogni dì sempre s’affanna.
La donnola fugge irrequieta,
il tasso saltella tergiversando l’appiglio,
la nuvola vela la rondine
non del tutto mansueta.
Dormi tu, dolce ameba,
respira la vita
dal respiro del vento.
Inala e cospargi di odori
questo pallido e languoroso
fuggiasco tempo,
copri di angosce lo spirto perpetuo
e mostra la notte
il tuo pallido animo
scontroso e inquieto.
tra le unghie delle rose
e le spine delle dita roventi.
Implora la notte
sentenza e condanna,
mentre la civetta bubola
e canta, i dolori
di chi ogni dì sempre s’affanna.
La donnola fugge irrequieta,
il tasso saltella tergiversando l’appiglio,
la nuvola vela la rondine
non del tutto mansueta.
Dormi tu, dolce ameba,
respira la vita
dal respiro del vento.
Inala e cospargi di odori
questo pallido e languoroso
fuggiasco tempo,
copri di angosce lo spirto perpetuo
e mostra la notte
il tuo pallido animo
scontroso e inquieto.
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