Tra i monti, tra le valli e al mare

tanti miei affetti ho disseminato;

silente e triste in questo collinare

solingo or ricordo il mio passato.


Ricordo un viso vellutato e dolce,

che mi dava quel perduto ardore;

giulivo, effondeva un bel chiarore,

che ancora oggi l’anima mi molce

nel tremulo fulgore dell’aurora,

che risveglia la fauna e la flora.


La grazia di quegli occhi azzurri,

dai quali scendevan lentamente

le perle trasparenti sulle gote.

Ricordo ancora i flebili sussurri,

che a stento intuivo dolcemente,

suonando la brezza le sue note.


Quella donna angelica, d’incanto,

irradia spesso la mia lassa mente

e il ricordo, che nella notte canto,

mi affliggerà l’anima, che sente

di avere spento una radiosa stella,

che tuttora mi onora la favella.


Giunga la mia poesia al tuo cuore

come profumo di giglio alle nari.

Silente, soffro solitudine e dolore;

flesso al Fato, vivo giorni amari.

 

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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Commenti  

Sara Cristofori
+1 # Sara Cristofori 30-11-2014 19:13
bella, di gusto neoclassico questa dedica d'amore :)
nabrunindu
+1 # nabrunindu 01-12-2014 00:12
bella poesia d'amore e di duolo, le rime poi fanno il resto, bravo!

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