Voleva sfiorarti la mia mano, nel tuo sonno
La minacciai di fuoco, pari al Muzio Gaio
Si ritrasse, ancor preda di dolci voglie.
Gli occhi misi a sentinelle
del riposo dovuto al guerriero;
allor che di ferrea armatura
esso, fiducioso si spoglia.
Videro albeggiare le pupille stanche!
Un raggio, serpeggiare per la stanza
e fermarsi dubbioso alle tue ciglia
Un muto discorrere di due stesse essenze
Poi, improvviso, il giorno su te si distese.
Da lì tutto ebbe toni di affrettate frette
Saluti da fare, voli da prendere al volo.
Come appare lontano, nei pensieri,
il turbinio di quel tempo.
Solo un immagine, torna a volte furente:
quella mano, che a mia stupida pretesa
da allora e per sempre, restò sospesa.
La minacciai di fuoco, pari al Muzio Gaio
Si ritrasse, ancor preda di dolci voglie.
Gli occhi misi a sentinelle
del riposo dovuto al guerriero;
allor che di ferrea armatura
esso, fiducioso si spoglia.
Videro albeggiare le pupille stanche!
Un raggio, serpeggiare per la stanza
e fermarsi dubbioso alle tue ciglia
Un muto discorrere di due stesse essenze
Poi, improvviso, il giorno su te si distese.
Da lì tutto ebbe toni di affrettate frette
Saluti da fare, voli da prendere al volo.
Come appare lontano, nei pensieri,
il turbinio di quel tempo.
Solo un immagine, torna a volte furente:
quella mano, che a mia stupida pretesa
da allora e per sempre, restò sospesa.

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