I ricordi dell’estate non appassiscono,
ma si seccano come fiori
messi in mezzo ad un libro.
Nello stringere le tue piccole mani
provo lo stesso brivido
che donano le pigre giornate d’autunno,
ed in bocca nasce il sapore della malinconia.
Con il cuore gonfio di tristezza continuo a vivere,
facendo finta di niente.
Vorrei urlarti tutto il malessere che percepisco
intorno a noi,
mandando in frantumi l’atmosfera cristallizzata
che pervade questi luoghi;
ma saremmo comunque soli,
come rottami in un campo d’erba:
appena visibili, ma dai contorni indefiniti
involontari testimoni di un tempo ormai passato
di cui solo le rovine sanno qualcosa,
ma preferiscono non parlarne.
Mentre il Sole ci abbandona ancora a
noi stessi.

Commenti
alla mia piccola opera,
a presto.
A presto.
Un saluto!
Grazie per aver prestato attenzione a questo mio scritto.
Un saluto anche a te.
un grande abbraccio
e buona serata.
P.S.
Avevo immaginato che fosse un errore di computazione ;)
ti abbia fatto tornare in mente i versi del Passato di Cardarelli.
Non conosco questo autore, ma grazie a te, che hai acceso la mia curiosità,
presto ne saprò di più.
Ti devo un favore.
Buona serata.