Fine d’un giorno pieno

feriale

che ne trascini tanti

come tutti

tra mucchi d’ancore nel mare mente.

 

Trabocco e gorgoglio

sui punti di sutura e giugno

chiama tepore

che sa solo di luce nel tragitto

- di metà mamma.

 

Ma troppo tardi

perde calore l’auto sull’asfalto

distratto come te da mille soste.

 

Torna perenne l’ultimo

rumore vivo

il colpo secco

come coperchio d’una bara

l’urlo di morte

che dentro ora ti vive

per sempre

impresso agli occhi, inciso

dal fondo indifferente di memoria.

 

Ora pugnale squarcia

tracima

dolore senza requie

né perdono.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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