Uè ma, lu sa' ca ieri

'ntra li quaterni vecchi

di scola limintari

ammienzu a divisioni

composizioni e temi

àggiu truvatu puru

to tre fotografii?

ce 'nci facìunu addai?

E stavi sola tu                  

a Santa Pullinari

tinivi l'età mia du 'stati

di lu cinquantatreti.

Chiù bedda ti lu soli

'ntra sfundi ti culuri

ti mari e cielu anziemi

chiù bedda chiù di quantu

iu ti putia sunnari.

Chiù doci di da rosa

ca no' mi scordu ièri

la rosa gialla

ca mo' non ci fiuresci

ammienzu a stu sciardinu.

Uè mà, quant'è busciarda la memoria

du puzzu ca si enchi ogni minutu

cussì cunfusu

lu saccu di ricuerdi ca tinìa.

Ci nienti era catutu?

Ci no era pi dda fotografia

acchiata sapi comu 'ntra sti carti

ca tutti quanti a muzzu sta minava.

Ci no era

pi sta carta 'ngiallinuta

e cugghiuta ti 'nterra

chena ti polviri

no' l'era visti chiù li uecchi tua.

Di uecchi neri e tristi

d'atri to raggi piersi

luntanu,

'ncantati 'ntra mari

lu mari ca scia

vistutu di tei - la luci sua -

lu mari chiaru e fundu

di lu cinquantatreti.



Traduzione dal dialetto brindisino in lingua italiana

 

QUELL’ESTATE DEL CINQUANTATRE

               

Lo sai mamma che ieri

tra i vecchi quaderni di scuola elementare

in mezzo a divisioni, componimenti e temi

ho anche trovato delle vecchie foto?

Com’erano finite lì?

E c’eri tu

sola, a Santa Polinare

avevi l’età mia quell’estate

del cinquantatre.

Più bella del sole

tra sfondi di colore

di mare e cielo insieme

mille volte più bella di quanto

ti avrei potuto sognare.

Più dolce di quella rosa

che non posso dimenticare

quella rosa gialla

che non fiorisce più

nel mio giardino.

Mamma

quant’è falsa la memoria

quel pozzo che si riempie ogni minuto

così confusi

tutti i miei ricordi.

Se nulla fosse caduto

se non fosse stato

per quella foto

trovata chissà come tra altre carte

che stavo per gettare.

Se non fosse stato

per questa foto ingiallita

raccolta da terra

e piena di polvere

non l’avrei più visti quei tuoi occhi.

Quegli occhi neri e tristi

quei due raggi persi

lontano

incantati nel mare

il mare

vestito di te – luce sua -

il mare chiaro e profondo

del cinquantatrè.

 
Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Marina Lolli
+1 # Marina Lolli 14-05-2017 16:26
Questa poesia è un piccolo gioiello,le immagini che evoca e le emozioni . Il dialetto potenzia la forza dei pensieri scritti , e la traduzione ne lascia inalterata la bellezza,tutto arriva dritto al cuore quasi un pugno per la sua forza ..poi ti sfiora lieve una carezza perchè tutti ,adulti o anziani sappiamo chi abbiamo perso e chi abbiamo avuto la fortuna di avere accanto.
Grazie per questi versi.
Diego Bello
+1 # Diego Bello 14-05-2017 19:25
Grazie mille per l'apprezzamento. E' una poesia molto vecchia. Avevo 27 anni e mia madre era già morta da 13.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 14-05-2017 19:58
Molto emozionante e bella ciao.
Diego Bello
+1 # Diego Bello 15-05-2017 19:01
Grazie.
Hera
+1 # Hera 15-05-2017 15:10
Straordinaria!...... .........complimenti
Diego Bello
+1 # Diego Bello 15-05-2017 19:01
Grazie!
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 15-05-2017 19:50
Bellissima tutta, e impreziosita dalla musicalità del vernacolo. Bravissimo.
Diego Bello
+1 # Diego Bello 17-05-2017 19:06
Grazie!

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