Va contro il malinteso volontario

che taccia d’anelare anacronistico

crescita zero[1] e stato stazionario[2]

- arresto all’antro[3] con afflato mistico.

 

E’ il mondo che precipita al sudario!

Se è cieco il vico al calcolo balistico

stallo di retroguardia è necessario

per un futuro in testa[4] - e sillogistico.

 

Dismisurata corsa al materiale

crudele sfida il tempo e la memoria

spazio al cemento e al circolo caudale.

 

Decrescita felice erta agonale

sotto la china morde come noria

l’ultima scoria al rivolo esiziale.

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Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Diego Bello
+1 # Diego Bello 19-10-2017 23:04
[1] Nel rapporto del Club di Roma l’idea della crescita zero ha molti punti in comune con le tesi degli obiettori di crescita (Serge Latouche, per un’abbondanza frugale, pag. 29).

[2] Già in John Stuart Mill (1806-1873) si trova una visione dello stato stazionario che ha delle analogie con il progetto della decrescita (Serge Latouche, per un’abbondanza frugale, pag. 29).

[3] “Un classico è accusare i partigiani della decrescita di volerci riportare, a scelta, alla candela o alla caverna, o ancora all’età della pietra o all’oscuro medioevo; insomma, il progetto di una società autonoma e frugale sarebbe antimoderno. E ben lontano dall’abbondanza”. Serge Latouche, Abbondanza frugale, 2012.

[4] “E’ vero, combattiamo una battaglia di retroguardia, ma paradossalmente è una battaglia per l’avvenire. Perché quando un esercito si trova in un vicolo cieco, è necessario che prima o poi faccia dietro front, e a quel punto la retroguardia si trova in prima fila!”. Francois Brune, da Serge Latouche, cit. 2012. Citazione di uno dei 36 stratagemmi di Sun Tzu.
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 20-10-2017 19:41
Impeccabile stile e tema non facile in poesia, ma la tua penna può. Bravissimo.

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