Mentre getto alla rinfusa rime sparse,

come vecchi vestiti scagliati sul letto.

Sorniona come un gatto sopra il tetto.

Come baccante in un vicolo troppo stretto.

 

Rime petrose come il greto di un fiume,

limacciose come come una palude,

gelide come il ghiaccio,

graffianti come l'asfalto.

 

Ahi quanto dolore costa ogni nota,

di questa ballata che sembra vuota.

Imprecando contro il vento,

dibattendomi in gran tromento.

 

Salmodiando queste rime mie,

che non si sciolgono mai al sole,

indurite  e arse come il sale.

Come il sasso nella scarpa che fa male.

 

Mentre scende piano il sole,

le mie rime nessuno le vuole,

vecchio cane che cerca l'osso

mi difendo col mio morso.

 

Con la spada e col fioretto

mi destreggio senza difetto.

Come il cavalier in panno di velluto

a voi porgo il mio saluto.

 

In rime sparse chiudo il sipario,

in mezzo a questo silenzio lapidario.

Come sabbia tra le dita,

mi volto come carta a fine partita.


 

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Profilo Autore: Luciana Fusto  

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Commenti  

Debora Casafina
+2 # Debora Casafina 23-01-2012 09:40
interessante,origina le,piacevole esperimento e ricerca linguistica in omaggio alla rima :-)
Viola
+2 # Viola 23-01-2012 10:15
Gradevole componimento in omaggio ai versi poetici. Mi piace. :-)

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