Ricordi a memoria il mio numero?
E tu il mio? Brandelli di una conversazione
alle porte del paradiso. Ci speravo
non ho mai dubitato che fosse così
e che le chiavi dello scrigno stessero
in un triangolo isoscele. C’è stato
un tempo un’altra figura, un quadrato
sghembo, Urano era in settima e il coro
stonava le note, poi è tutto finito lì
in un punto d’ombra ricurva. E’ cavo
questo tratto di gola, l’emozione
stenta a uscire, non sono sincero.
Poi c’è stato il gelo, ma è del presente
che parlo, del sole che si è eclissato
e dei venti del nord che sono stati
temporale. Però guardo in trasparenza
confondo le voci e non misuro i battiti
delle mani. Oggi non hai pubblicato
non ne avevo voglia, però ho letto
e il senso mi è stato indigesto. I conflitti
non sono reato, il tempo è opaco, la corazza
resiste, ma è sottile, gli amanti
si riconoscono dagli echi del peccato
e dai vagiti delle parole, è furiosa la mente.

Commenti
ispirato, soprattutto al surrealismo degli anni sessanta. Che la letteratura non sia una qualcosa di polveroso, ma di aperto a nuove
forme espressive è un bene ed è un bene che cada ogni steccato di genere.