(Al mio cuore un po’ ribelle )
Tu cuore mio,
inscindibile amico
del mio caldo petto, attendi,
come al primo appuntamento,
e con apparente calma
mi guardi seduta accanto a te.
Mi scruti, novità per te
guardar così il volto mio.
Tu che m’hai donato
il primo mio respiro,
motore della mia vita,
per te io vivo,
e viva io sarò fin quando
anche tu con me lo sarai.
Ora scriverò di te,
fedele amico e cuore mio,
degli attimi tuoi più bui,
dei giorni soli e tristi,
del tempo fermo che più non vola.
Scriverò degli occhi tuoi,
socchiusi, persi a contemplare
il bello il buono,
capaci di proferir
alla pari di mille bocce.
Scriverò delle parole
che, con elegante discrezione,
sussurri alla mia mente,
delle frasi che mi ispiri,
e che sui fogli bianchi,
pari in su tessuto di pregiata seta,
ricamano alte forme d’espressioni.
Ogni tuo esempio o paragone,
germoglia e sboccia in fiori,
dalle fragranze raffinate.
Scriverò del tuo incedere,
incostante e dispettoso,
calmo, a volte, come il mare
a tarda sera,
altre, simile a stallone
senza briglie, veloce galoppi,
quasi a scappar volutamente
dal mio io.
Poi il silenzio, silenzioso e muto,
e ritorni alla normale andatura.
Parlerò del tuo cuore,
oh cuore mio,
che soltanto io potrò conoscere,
davvero, grande e generoso,
ma pur ribelle,
incapace di contenere
gli oltraggi e le ingiustizie,
così gridi, denunci le tue ragioni,
fino in fondo,
e mille frecce false e velenose,
quale risposta, ti feriscono feroci.
Parlerò della tua forza combattiva,
e del momento in cui vincitore,
ripercorrerai le vie dei miei pensieri.
E nel mentre io sto qui a parlar di te,
tu mi guardi sorridente, cuore mio
mentre in petto troppo forte sento
che ci sei, col tonfo tuo profondo.
Tu cuore mio,
inscindibile amico
del mio caldo petto, attendi,
come al primo appuntamento,
e con apparente calma
mi guardi seduta accanto a te.
Mi scruti, novità per te
guardar così il volto mio.
Tu che m’hai donato
il primo mio respiro,
motore della mia vita,
per te io vivo,
e viva io sarò fin quando
anche tu con me lo sarai.
Ora scriverò di te,
fedele amico e cuore mio,
degli attimi tuoi più bui,
dei giorni soli e tristi,
del tempo fermo che più non vola.
Scriverò degli occhi tuoi,
socchiusi, persi a contemplare
il bello il buono,
capaci di proferir
alla pari di mille bocce.
Scriverò delle parole
che, con elegante discrezione,
sussurri alla mia mente,
delle frasi che mi ispiri,
e che sui fogli bianchi,
pari in su tessuto di pregiata seta,
ricamano alte forme d’espressioni.
Ogni tuo esempio o paragone,
germoglia e sboccia in fiori,
dalle fragranze raffinate.
Scriverò del tuo incedere,
incostante e dispettoso,
calmo, a volte, come il mare
a tarda sera,
altre, simile a stallone
senza briglie, veloce galoppi,
quasi a scappar volutamente
dal mio io.
Poi il silenzio, silenzioso e muto,
e ritorni alla normale andatura.
Parlerò del tuo cuore,
oh cuore mio,
che soltanto io potrò conoscere,
davvero, grande e generoso,
ma pur ribelle,
incapace di contenere
gli oltraggi e le ingiustizie,
così gridi, denunci le tue ragioni,
fino in fondo,
e mille frecce false e velenose,
quale risposta, ti feriscono feroci.
Parlerò della tua forza combattiva,
e del momento in cui vincitore,
ripercorrerai le vie dei miei pensieri.
E nel mentre io sto qui a parlar di te,
tu mi guardi sorridente, cuore mio
mentre in petto troppo forte sento
che ci sei, col tonfo tuo profondo.

Commenti
Batagliero, fiero, dolce e impertinente...
Gradevoli versi. Un abbraccio, ciao... ^-^