« In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. Sono proprio un cavallo che vuole tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione di essere un estraneo e ho sempre sentito bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e dell'armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili. »
(Albert Einstein, Come io vedo il mondo)
Io
non
sono
più mio:
non sarò
colui che fa,
e neppure sarò
colui che ha fatto.
Indosserò soltanto
un’apparenza banale
e prediligerò un modo
di essere
dissimile
da quello
che ora è
pensiero
verticale.
Mi perderò
in collegamenti
già improbabili,
infrequenti,
remoti,
e
tu
non
dovrai
mai più
esser giusta
col povero me,
ma sincera:
perché
è
nel
ritiro
autistico
che mi farò
pio avvocato
di un angelo.
Dal disordine
io genererò
direzioni
laterali,
immagini,
atti creativi;
poi malessere,
senso di inferiorità,
e tanto isolamento.
Ma dall’emisfero
sinistro,
il mio
idealismo
non tarderà
a lanciarti un
messaggio:
la mappa
mentale
di chi
non può
mostrarsi
se non
per quello
che è stato
poco prima
di essere.

Commenti
Ti apprezzo molto!.... Ciao.... ^.^
Charlie