Fantasmi che s’affollano
dietro gli scuri
che del raggio interrompono
la perpetua corsa.
Il sentore dei verdi cespugli
s’è perso nel fragore del mare
insieme a boe ed ancore
evaporate nell’aria.
Insistono residui di vento,
spifferi,
tra nudi cipressi
che parlano ancora.
Hai affossato il passo e il cuore
Circe,
nell’asfalto liquefatto
che brucia i tuoi ultimi respiri
e rovesciato l’intelletto
in quello specchio rotto,
in quei frantumi,
in schegge di luce riflessa.
Hai sbriciolato le rose del vecchio giardino
come mucchi di fredda cenere,
hai lasciato marcire le ultime stelle
in pozze di sudore.
In silenzio allontani la notte,
lasciando
quel che resta di te,
brillare alla riva.

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Ignazio-Aedo