Non so che farmene
delle lampade,
degli specchi,
dei bagliori del mattino
che, della notte, le ultime ombre fuga fuori.
Per vedere me stessa,
posso farne, veramente, a meno.
Mi basta una scintilla,
una frase appena sussurrata,
ma con sospetto afferrata;
mi basta un pur banale screzio
ed ecco,
anche nel buio più assoluto,
già mi vedo come sdoppiata,
fuori da me stessa proiettata.
E di tutta la mia persona
ne colgo l’interezza
e se, anche, i tanti difetti mi riconosco
pure mi adatto
e, in qualche modo, mi accetto
perché è della mia interiorità
che mi interessa la complessità.
Di quello che sono
ne sono convinta;
di quanto, dentro, possiedo,
con gli occhi della mente, vedo.
Con me stessa non sto qui a barare:
i miei limiti ho ben presenti,
però, dei miei talenti
nessun granello lascio schiacciare,
ne calpestare,
ne che il vento lo possa soffiare.
E, con gli occhi della mente, vedo
che ciò che mi turba,
i miei affetti disturba.
E, se la mia mente non è malata,
credo di dover discriminare
dalle tensioni
quotidiane
quelle preoccupazioni
che non ha senso fomentare.
E, allora, all’esistenza dei miei figli
resto chinata,
al loro agire,
al loro sognare.
E, con gli occhi della mente,
mi vedo felice
quando, nel mio tempo e nelle mie fatiche,
riesco a ritagliarmi spazi
per silenziosi gesti di solidarietà.
delle lampade,
degli specchi,
dei bagliori del mattino
che, della notte, le ultime ombre fuga fuori.
Per vedere me stessa,
posso farne, veramente, a meno.
Mi basta una scintilla,
una frase appena sussurrata,
ma con sospetto afferrata;
mi basta un pur banale screzio
ed ecco,
anche nel buio più assoluto,
già mi vedo come sdoppiata,
fuori da me stessa proiettata.
E di tutta la mia persona
ne colgo l’interezza
e se, anche, i tanti difetti mi riconosco
pure mi adatto
e, in qualche modo, mi accetto
perché è della mia interiorità
che mi interessa la complessità.
Di quello che sono
ne sono convinta;
di quanto, dentro, possiedo,
con gli occhi della mente, vedo.
Con me stessa non sto qui a barare:
i miei limiti ho ben presenti,
però, dei miei talenti
nessun granello lascio schiacciare,
ne calpestare,
ne che il vento lo possa soffiare.
E, con gli occhi della mente, vedo
che ciò che mi turba,
i miei affetti disturba.
E, se la mia mente non è malata,
credo di dover discriminare
dalle tensioni
quotidiane
quelle preoccupazioni
che non ha senso fomentare.
E, allora, all’esistenza dei miei figli
resto chinata,
al loro agire,
al loro sognare.
E, con gli occhi della mente,
mi vedo felice
quando, nel mio tempo e nelle mie fatiche,
riesco a ritagliarmi spazi
per silenziosi gesti di solidarietà.

Commenti
il senso del vivere è nelle piccole cose
nel quotidiano
brava
Grazie per aver apprezzato il messaggio.
Mi sono permessa di rivisitarla, sacrificandone qualche passaggio, perchè rileggendola non mi tornava.
Come "suona" adesso?
Grazie
Sono felice che anche tu condividi il mio pensiero.
Grazie; chiedo anche a te se questa versione è più piacevole.
Grazie
C'è questo e in poesia .
Brava .
Grazie del tuo apprezzamento; ho pensato di modificarla abbreviandola; anche a te chiedo: cosa ne pensi?
Grazie, veramente!
bravissima tanti tanti complimenti.
Molto bella
Grazie, di cuore