«Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell'ascoltarla.» Cit. Giordano Bruno
 
Non si può più discutere, avevi ragione,
dopo aver rifiutato i conforti religiosi,
dopo aver detto di no al crocefisso.
Sarà cosi anche per me.
 
Però tu che sei l’antieroe,
la distorsione soggettiva
dell'osservatore,
e la mia unica idea:
portami in un Universo infinito,
dove il mondo può essere amato
come si può amar solo Dio.
 
Non abbiamo nulla di cui doversi pentire, noi,
se non forse l’insofferenza al dogma,
e all’osservanza di una vita con la lingua in giova:
serrata da una morsa perché non possa parlare.
 
Te l’avevo detto che avrei camminato con te
verso la piazza del Campo de’ Fiori
sulla via della trasformazione interiore,
denudato, poi legato
e arso vivo.
 
Come quando amavamo alla follia:
tu ogni singola particella di Dio,
ed io la pluralità del cosmo.
Come quando eravamo giovani
e ci chiedevamo
quale fosse la domanda,
se l’universo era la risposta.
 
E senza dubbio tu lo sapevi,
che quello era l’ordine
che partiva dal caos.
Che era il principio
dal quale sgorgava la vita.
 
Anche io li vedevo, sai?
Gli spiriti senza forma
che prima trascendono
e poi ci pressano.
 
Ma dov’è ora che sono invecchiato
il principio da cui scaturisce la conoscenza?
Il panteismo di pensiero e materia?
Lo spirito che pervade ogni cosa?
Dove sono il sole, la luna,
le stelle e gli astri tutti?
Se non nel punto di rientro
del ciclo di tutte le cose?
 
È una possibilità di interpretazione,
questa che ho avuto:
dell'infinita attività del divino
e del suo eterno emanare vita,
luce e conoscenza.
Ad un corpo fisico, certo,
ma ad un’anima
immortale.
 
Così gli interessi mondani
che  mi pressavano da ogni parte,
come succede a chi è martire
del libero pensiero,
non sono stati mai
le nove nobili virtù.
 
Perché ho coraggio e so mentire,
in una condizione confusa
semicosciente,
nello stato di paura del male.
 
Dirò addio ai nove incarichi,
all’autostima e alla perseveranza,
all’amico fidato,
ai decreti e agli incarichi-
e vivrò in un’idea realizzata.
 
Sarò l’origine di un evento a catena
e l’ideoplasia dell’uomo cocciuto,
così che per gioco potrò anche io capire
come ci si sente ad essere Dio.
 
E tutto questo accadrà
in un solo fotogramma di esistenza:
e sarà come valicare limiti
che non dovrebbero essere valicati,
come scherzare con la natura.
Come un presunto
fenomeno paranormale.
 
Resterò nelle tue ossessioni io.
Dall’era del Cro Magnon,
lungo crononi e busoni,
attraverso l’era Yuga,
e verso il collasso quantico;
durante un apparente blocco
dello scorrere del tempo.
 
Anima, mente, e spirito
come gruppi di quark colore,
dove tutti gli eventi accadono
solo contemporaneamente:
 
tutto è più facile
da quando ho capito,
da quando la mia percezione
si è palesata virtuale
e la mente visita eventi
che in realtà non esistono;
 
mentre io leggo la vita,
una pagina alla volta,
e non mi accorgo
che il libro è tutto lì:
in un unico istante.
 
Eccolo lo schema di credenze,
di attitudini emotive e comportamenti abituali
che ho già definito come “me stesso”,
il profilo dell’Enneagramma Quattro
che sarà il ritorno al mito.
 
La fotografia atemporale
dell’universo
e le cento otto tipologie
di personalità-
Le divinità induiste
e i grani del mala-
Tutto,
fino alla perfetta
consapevolezza intuitiva.
 
Mi troverai lì,
attraverso le vibrazioni
di ogni atomo del corpo,
nello spazio che non separa;
dove quarantadue budda pacifici
e cinquantotto irati
potranno finalmente
manifestarsi.
 
Sarò contemporaneamente il tutto:
il soggetto che crea illusioni,
e il significato delle alternative
che si possedevano
quando esisteva la linea
del tempo.
 
Come te percepirò stimoli
che non ci saranno,
e non percepirò quelli presenti,
il battito cardiaco
o il ritmo respiratorio.
Ma non importa.
 
Saranno le emozioni,
la risposta ad ogni momento
della mia esistenza,
come mille falsi positivi,
come la tua pseudoscienza;
una immotivata visione di connessioni
accompagnata da una anormale significatività.
 
Sono quelle le 108 tentazioni materiali
cui una persona deve resistere
per raggiungere il Nirvana.
Ma non aver paura:
 
sono tante le significative particelle
che sono qui per costruire il nostro presente,
e il nostro passato, in un futuro elusivo.
 
Non è uno scherzo,
la conclusione è definitiva:
siamo noi Dio.
 
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Commenti  

nabrunindu
+2 # nabrunindu 05-12-2014 18:37
opera immensa, con la chiusa sbalorditiva, sai anche io qualche volta ho pensato che siamo pezzi di Dio, e il Vangelo c'è lo dice, che siamo suoi figli fratelli e quindi eredi del Paradiso. solo che anche il serpente l'aveva fatto credere ad Eva e poi ad Adamo. quanto mistero in noi! straordinariamente bella! bravo. :eek:
paolo di cristofaro
+1 # paolo di cristofaro 06-12-2014 12:17
Profondissima !!! Viva Giordano Bruno! Contro ogni vano dogmatismo in nome della libertà assoluta il dono più bello di Dio all'uomo.

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