Fragile come l’uovo in un nicchio di argonauta,
il sogno si nasconde fra le tue spire trasparenti;
troppo debole per la mia cura, per la mia veglia.
Ma ogni tanto lo vedi, quando lasci entrare il sole:
è così bello e spaurito, è così piccolo e indifeso, lui,
fra trentadue gradazioni di giallo e trentasei di blu.
Nobile come una lacrima che si vuole fare sentire,
ecco apparire anche il tuo sogno, e non lo sapevo,
di albergare in un raro esemplare di astrea solaris.
Così sono io bernardo l’eremita, l’angelo custode,
il piantone dai piedini arancio, e con occhi celesti:
e non mi attraggono più, né l’utopia, né l’incanto.

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Nuovo anche nell'abusato sogno. Grazie