Oh mia padella rugginosa

che te ebbi fin da giovine sposa
conforto per uova in tegamino
aspettando quel cornutazzo del maritino

Mia compagna spelacchiata
che cocevi 'sì bene la frittata
perché sei tu in tal ghisa rovinata?
Non usai forse sempre acqua di giornata?

Or giaci di molto invereconda
dentro una madia poco gioconda
rifiuto dimenticato
come acqua di bucato

Di te ricordo ancora profumo inebriante
d'una bistecca sugosa e invitante
e di quel pezzo di lonza
ne farei volentieri ancor sbronza

Per non parlar di patate e carote
che giammai furon bocche vuote
con fritti e panzerotti
per palati fini e ghiotti

Te veggo lì in cantuccio
che mi tieni alto il cruccio
No, non finirai nella pattumiera,
di questo te lo giuro,
che di tutti fosti l'unica amica mia sincera.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Caterina Morabito*
+1 # Caterina Morabito* 02-06-2019 19:17
La curiosità del titolo e poi la lettura , abile testo scritto con maestria. Comunque è vero , in un cantuccio piuttosto che nella pattumiera. Complimenti mi hai fatto sorridere .

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