Entro negli specchi
ed esco fuori.
Attraverso i muri
e sbuco
in un altrove
uno spazio- non spazio.
Supero i confini della notte
e del giorno
Si sciolgono gli oggetti
e navigo nella fluidità
I miei occhi
fotografano fantasmi
Smaterializzo consistenze
smaschero l'inganno
di questa finta solidità.
Me lo insegnano gli elementi
duttili e mutevoli
instabili e potenti.
Danza di sogni la realtà
senza bisogno di sonno.
Ho il cielo fra le dita.
Non c'è stagione
oltre l'oltre.
Se vuoi venire con me
appronta abiti sottili di luce
e una mente malleabile
ai disegni dell'ignoto.
Preparati a essere come l'aria
leggera ma invadente
in ogni dove.
Nessun anfratto
resterà a noi segreto
nessuna immensità
ci verrà preclusa
in un luogo- non luogo
ed un tempo- non tempo.

Commenti
che impastano la materia e tutto vorrebbero spiegare sulle coordinate spazio temporali, dall'altra il sogno, la virtualità, l'illusorio,
l'evanescente, l'inconscio che sfuggono quelle coordinate e le negano. Il poeta cavalca questo limite, tra follia e raziocinio,
tra lucidità e visione, dove il tempo non ha senso e senza perdersi in uno o l'altro dei campi, mostrando così di avere
una via potente per penetrare il segreto del mondo. ciao, piaciuta.
Superlativa!!
Un saluto da Ibla.