Entro in silenzio senza un lamento
ma una bocca che tace cela sgomento.
Cuce piano parole allentate
per poi tirarle indietro prima di esser mostrate.
Quindi la mano mi accorre in aiuto
che afferra la paura con un fare sicuro.
La impugna e la trascina come una biro
“Sono Alessandro, il piacere è mio”.

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