Come quando mi sento soltanto un contorno riempito di nero, disegnato sullo sfondo vuoto e pulsante dei frammenti di vite che ormai, essendo di ieri, non mi appartengon più.
Così rimango, con pensieri nascosti nella penombra che mi scuriscono i tratti ora stanchi, ora affranti, ora malinconici, celando ai più arcobaleni che, chiusi a doppia mandata nel petto, disperano ormai di poter un giorno uscire liberi e leggeri cosi come son nati.
Contorni netti.
Che lottano per non perdere quel pó di calore.
E dietro alle mie palpebre, serrate come la bocca di un prigioniero, solo due visi, divisi da un telo d'organza si guardano senza potersi sfiorare.
E non c è musica, né suono del vento,
né profumo di petali e rugiada, nemmeno il muoversi leggero delle nuvole.
Nulla di tutto questo.
Solo il bianco silente del tempo che prosegue, beffardo e spietato nella corsa contro sé stesso, come se fosse il primo ad avere il terrore di fermarsi.
In quell attimo eterno rimango un contorno riempito di buio, con gli occhi che bagnan la terra sperando ne nasca una rosa, celando le gocce, velando un sorriso già spento, nel bianco e nel nero di un giorno in cui non ti vedrò, se non solo come un contorno, coperto da un telo d organza.
Così rimango, con pensieri nascosti nella penombra che mi scuriscono i tratti ora stanchi, ora affranti, ora malinconici, celando ai più arcobaleni che, chiusi a doppia mandata nel petto, disperano ormai di poter un giorno uscire liberi e leggeri cosi come son nati.
Contorni netti.
Che lottano per non perdere quel pó di calore.
E dietro alle mie palpebre, serrate come la bocca di un prigioniero, solo due visi, divisi da un telo d'organza si guardano senza potersi sfiorare.
E non c è musica, né suono del vento,
né profumo di petali e rugiada, nemmeno il muoversi leggero delle nuvole.
Nulla di tutto questo.
Solo il bianco silente del tempo che prosegue, beffardo e spietato nella corsa contro sé stesso, come se fosse il primo ad avere il terrore di fermarsi.
In quell attimo eterno rimango un contorno riempito di buio, con gli occhi che bagnan la terra sperando ne nasca una rosa, celando le gocce, velando un sorriso già spento, nel bianco e nel nero di un giorno in cui non ti vedrò, se non solo come un contorno, coperto da un telo d organza.

Commenti
Ciao Elisa
Complimenti, questo tuo scritto emoziona davvero! Ciao...