Attesa nei giorni di ghiaccio,
promessa di fuoco,
eccoti, estate rovente,
bellissima e assoluta.
Il sole è un pittore:
intinge il pennello nella luce
e dipinge la mia pelle di vita.
Il mare alla deriva,
nel silenzio della controra,
racconta ogni suo respiro.
Il vento caldo passa leggero
attraverso i vestiti trasparenti
ferma il tempo tra luce e sale.
Molti cercano l'ombra,
ma io mi arrendo alla vampa.
calura solare.
Ad ammantar giorni sol rovente ed asfissiante,
lieve venticello ad accarezzar pelle,
oh goduria a rinfrescar la vita.
Pensier solerti a riscaldar le membra,
pensier vaganti, sudar e scioglier la neve dell’inverno.
Pensier a discioglier e navigar ad onde lente
in un mar ad acqua bollente.
Tratti dinamici ed avventurieri,
a tratteggiar parol di giubilo come ciel sereno.
Siam anime sudate a confonder ore e giorni,
torrida estate a chiuder la porta e restar in casa.
In questa torrida estate a soffrir la natura,
grandine, pioggia e disastri ambientali.
Torrida Estate, sogni cauti e silenziosi,
vaganti ombre e storie da raccontar,
vaghe nuvole e notti stellate,
libro in mano ed un buon caffè,
sulla sedia a dondolo!
L’orchestra del sole
si strugge agguerrita
sulle pallide case,
su finestre svezzate di vernice,
sui fichi d’India ad imperlare
scorci di cielo piegati nel vento.
Terra imbronciata e muretti a secco,
mirti, ulivi e tarantate,
ombre rubino srotolano
un drappo di grilli e cicale,
fontane zampillano nei borghi
in uno strascico di quiete infuocato.
Scorze di salsedine chiacchierano
sui panni stesi ad asciugare,
il mare si regala al tramonto,
coccola rondini e lampare:
è l’estate rovente di luglio
caduta dal soffio di una stella.
L’estate che già se ne va
L’estate bruciava le strade,
le finestre restavano aperte
in cerca di un vento
che arrivava sempre troppo tardi.
Il sole ha consumato i giorni
con la pazienza del fuoco,
e ora, quasi senza chiedere permesso,
comincia già ad allontanarsi.
Resterà il profumo della sera,
qualche tramonto rimasto sulle mani,
il ricordo di una luce
che sembrava non finire mai.
Così passano anche le stagioni più ardenti:
lasciano il cuore ancora caldo,
ma gli occhi già rivolti
alla malinconia dolce dell’autunno.
Abbagliati i pensieri, immobili come rocce e sterpaglie
Speranze si incagliano correndo verso le spiagge
Adesso il mare non sa piu di mare
Urgenze cosi roventi da non saperle guardare
Emozioni abbandonate in fretta in labirinti accecanti
Adesso la vita non sa piu di vita
Osservo con un nodo in gola la forza dei gigli di sabbia spuntati da un nulla apparente.
L'estate è rovente,
così la chiamano.
Questa stagione
la conosco bene.
Ne sento il calore,
ma è un'altra fiamma
quella che attraversa l'anima.
Non viene dal sole,
ma dai giorni
che ci tengono lontani.
La pelle cerca un'ombra,
il cuore
continua a cercare te.
Tu sei lontana,
e la distanza
incendia i pensieri.
Il sole brucia le strade,
gli uomini cercano riparo.
Aspetto il giorno
che ci restituirà
la stessa ombra.
lì davanti a noi
distratti furiosi
a fendere la nebbia
nella macchina in corsa.
Era un'ombra armata
piccola, veloce, fredda.
E' calata spesso come sipario
a tavola sui racconti del passato viscerale
e del futuro prossimo incognito e ignavo.
L'ho vista
aveva suono di minacce
belliche ma anche di resa pacifica
Laddove il sole impietoso
arrugginisce sui tetti
L'ho vista
più volte insediarsi nel corpo
nell'utero nemico che non culla
qui dove ruggisce il tempo sottratto
alla vita
Era lei l'indicibile
nelle parole scarnificate dei camici bianchi
affilata come un giglio senza odore
Si è seduta, vedi,
di fronte a noi
Giochiamo a scacchi nell'estate rovente
ci facciamo paura a vicenda
Gocciola, fuggi ribelle
cercando refrigerio
sogni, una costa d’avorio
Gomiti sulle mie ginocchia
polsi sulle tempie stanche
Gocciola, m’imperli la fronte
sogno una nube tuonante
Gocciola, ti schianti per terra
rimandiamo i sogni a domani.
Ma un lampo illumina la sera
e la corrente stormisce tra i rami
Scorri sui capelli
Gocciola, cadi ribelle
Portando refrigerio
A volte il sogno s’avvera
Il sole dolcemente va dormire per lasciar posto alle stelle e alla luna che brillano in cielo come mille gocce di cristallo.
Grilli,lucciole,fatine escono per la notte per far sognare gli innamorati.
Dolcemente le fronde dei salici piangenti si muovono come stessero danzando mentre il vento li accarezza.
Estate ..strana stagione..lenta ..malinconica alle volte impaziente
. Eppure essa è piena di amori...che uniscono o lasceranno.
Estate.... ricordi lontani di mille estati.






