mentre respiriamo aria di
festa, mentre le vie brillano
in attesa della grande festa.
Natale ,giorni di euforie di
bimbi che si rincorrono nelle vie
grande frastuono mentre i
cuori si stringono forte.
In attesa del Natale ,della
rinascita ,del desiderio di pace.
Tutto procede nonostante
chi ,voglia non ha di allegria,
voglia non ha di stupore
ma solo tristezza nel cuore.
Che Natale se manca quell'abbraccio,
quella sedia rimasta vuota , quella
gioia trasformata in pianto.
In attesa del Natale ,tutto procede
come vuole la tradizione ma senza
dimenticare coloro che con difficoltà
cercano di renderlo bello
sopra un tappeto di stelle
mentre attendono il gran giorno
con il freddo.
Cosa ne sai di come sono fatto,
con quali occhi leggo la mia vita?
Ho modi di amare che sono tutti miei:
io non confondo mai cose diverse
e delle cose ho la mia lettura,
sempre una lettura provvisoria,
sempre una lettura insufficiente,
che quando riesco spingo verso il vero
con la certezza di non riuscirci mai,
Le mie letture?
Sono letture fuori sintonia,
fuori dai cori, fuori dai consessi
fuori, tout court, per quello che vuol dire,
secco e deciso e zeppo di rifiuti
come a proteggere la mia intelligenza,
quel poco che mi resta di invenduto:
la mia famiglia, il bene che ti voglio,
l'amore per gli uomini che non si fanno gente,
l'amore per i ricordi che conservo,
per i miei figli, tutti quanti grandi.
E tu mi dici di starmene tranquillo:
la vita, dici, possiede una saggezza,
un modo tutto suo di scrivere percorsi,
tracciare mappe, scrivere altre storie...
Sarà come tu dici, a me non pare,
anzi mi pare che scorra casualmente!
Prendi le Feste, le luci di Natale,
il nuovo anno, i festeggiamenti,
lo stare intorno a tavole imbandite
in barba ai poveracci, a chi non mangia,
a chi di niente si copre contro il freddo.
Lo so, mia cara, sono luoghi comuni,
riflessioni prodotte in questi giorni,
parole stanche che presto spariranno,
Parole scritte da chi si sente in colpa
per quell' in più dovuto solo al caso,
ad un giro di ruota, alla fortuna...
però rifletto nel modo laico in cui riesco a farlo:
non è un povero Cristo che stiamo ricordando?
Sei tu vecchio Natale, col bastone in mano,
ed un gran sorriso cordiale,
essenza primordiale a parlar d’amor e pace.
Altisonante canto e doni per bambini,
ed ogni anno un nuovo dono,
anno d’abbracci e baci.
Sei tu, Natale di stirpe antica,
padre di un bimbo nato poverino,
con mamma e papà, nella capanna,
ed cometa ad indicar la strada.
Qui è nato il Messia!
Sei tu, Natale, a contar anni,
a fischiettio di gioia ed allegria,
donar un pensiero a chi è andato via,
v’è una sedia vuota intorno al tavolo.
Natale famigliare, tonfo al cuore,
serene ed appagate anime,
nulla a mancar in docili e amorevoli cuori.
Sei tu Natale, a porger le guance,
e baciar chi non ha niente,
chi soffre la fame e nessuno lo ama.
Sei tu Natale, a far brillar le stelle nel cielo!
Dardi in un manto di stelle
attraversano un fitto bosco
nella notte che confonde
creando un'atmosfera
di pace mentre i petali
di rosa caduti intrecciano
un tappeto soffice nei passi
dai diamanti brillanti come
un mistero nel germoglio ove
accogliere al limitare spoglio
Cullato dal vento si lascia cadere felice e contento.
Sorvola i tetti imbiancati di case adornate
le strade e le piazze addobbate di luci e colori.
Sfiorando le canne fumarie e i comignoli accesi,
sbircia dai vetri appannati di porte e finestre,
scoprendo un mondo diverso da tutte le feste.
Famiglie piene d’amore, unite e affiatate,
qualcuno prepara il presepe, qualcuno l’abete
qualcuno si gode il calore del proprio camino
qualcuno prepara i regali per ogni bambino.
Si ode il suono lontano di una zampognala
la dolce melodia di una ciaramella.
Nel cielo terso appare ad un tratto una stella
una scia luminosa, bianca, candida e bella.
È il segno della vittoria del bene sul male.
È il miracolo divino del Santo Natale.
S'intrecciano i rami
degli alberi sul viale.
I platani d'alto fusto,
vecchi come me e forse più,
formano due lunghe file
e al crepuscolo
disegnano ombre sulle case.
La gente
con i piedi tra le foglie secche,
passeggia per la strada
o sui marciapiedi,
danneggiati alle radici,
causando capitomboli soventi.
I venti spazzano le nubi
e consentono illusioni,
ma il vecchio Generale
non lascia dubbi
sulle sue intenzioni.
Il pettirosso s'intrufola tra i rami,
cerca briciole aspettando sulle porte
e qualche volta
s'affaccia alle finestre,
come a dire: "non mi abbandonate,
lasciatemi allevare le covate".
E così verrà Natale
e tutte le altre feste a seguire;
sprecheremo cibo a iosa
e mangeremo il panettone,
mentre qualcuno, là fuori al freddo,
perderà la propria vita
sotto un'esile coperta
o sotto un mucchio di cartone.
la terra si addormenta
mentre la sera avanza
e la pioggia tamburellando danza.
Aria di attesa, dolce magia
strade luminose vestite a festa,
scintillio di vetrine sfavillanti,
alberi singolari e speciali.
Camini accesi,
dolce tepore riscalda i cuori
mente il vento sibila
scompigliando ansie e desideri.
Alla vigilia si attende il bambinello,
i bambini festosi aspettano i regali
con tenerezza e allegria
mentre la gente va sulla bianca via.
Solstizio
Aspettiamo il Natale
nel freddo che scava i muri,
nel silenzio denso delle strade
dove persino il vento si perde.
Le luci tremano nei vicoli
come memorie sfibrate,
gli alberi spogli custodiscono
una promessa consunta.
Nelle case chiuse
l’attesa si addensa,
una ruggine sottile
che corrode ogni gesto.
Il giorno verrà,
impersonale, esatto,
una linea tracciata sul calendario.
Non ci sarà redenzione,
solo un altro inverno
da oltrepassare.
come una ruota senza freni,
non gli importa delle aurore
perché non conosce tramonti.
Oltre epoche ostili
inganna la sorte
con promesse che sono
ricordi del tempo trascorso
con una malinconica nostalgia
che riscalda il cuore.
I ricordi sono l’orizzonte
dove dorme la memoria,
dove il mare parla col tramont
I ricordi sempre presenti
mostrano ciò che è trascorso,
suonano note danzanti,
galleggiano su onde calme,
fioriscono nel giardino della memoria
per rivivere il tempo con un sorriso,
carpire la bellezza della vita
per trovare l’arcobaleno attraverso le nuvole
e coprirsi dal freddo delle assenze.
riecco i personaggi dell'anno prima,
spuntano il bue l'asinello e una capretta,
poi Maria con un altro parto che l'aspetta.
San Giuseppe sempre inginocchiato,
a breve rimarrà di nuovo senza fiato,
ecco il mendicante che chiede la carità,
ancora quest'anno un lavoro non ha.
Il fornaio intento nel suo operato,
lo stesso pane ha ancora sfornato,
lo zampognaro lo segue a ruota,
la sua musica ancora è ignota.
La lavandaia vicino il ruscello,
le fa compagnia un mite pastorello,
anche lo scorso anno eran vicini,
ormai saran diventati fidanzatini.
Poi dalla vicina specchiera poco più in là,
un uomo che un anno in più veramente ha,
guarda tutti con occhio silente,
un altro anno è passato troppo velocemente.







