Distante oltre l'attesa
finalmente lo scorgo,
s'avvicina adornato:
sta nel cuor la sorpresa.
Col suo passo felpato,
è il Natale che arriva
come sempre puntuale,
dal distante passato.
Scende lenta sul cuore
fredda candida neve,
riscaldando il creato
con cristalli d'amore.
Lieve, la sua carezza
sulla pelle si posa
brama pace ed affetto,
e famiglia e dolcezza.
La magia è un sapore
di dolci alla cannella:
agrumati profumi
tra sorrisi e stupore.
Il Natale è dimora,
è nel cuor focolare.
Sempre con meraviglia,
è l'amor che colora.
Caro dolce Natale,
sorseggiando speranza
io mi vesto d'attesa:
rendi il bene immortale.
Tra le ramaglie riposa la verità
e nessun tepore né parola
danno il senso della immensa gioia.
un altro soffre nel freddo per dare Amore.
Altri muoiono in guerra
e non sognano più, non sognano più.
Sospeso
come nebbia
che nasconde
vanifica e confonde
aspetterò
paziente
che si spengano
le luci
Sarà Natale
ma - di ricordi prigioniero...
ostinatamente
qui
vicino
alla tua
seggiola vuota
D'improvviso é già Natale
non par vero, eppure é reale.
Sembrava solo ieri essere estate...
ma quante settimane son già passate?
Eccolo che arriva
col suo carico di doni,
luci colorate e
gioisissimi festoni.
Regali e prelibatezze in quantità,
mentre soavi strenne risuonano in città.
Abeti decorati e imponenti
svettano nelle piazze
come tanti monumenti.
Fanciulli festosi
giocano gioisi,
si rincorrono per le stradine,
adornate di rosse stelle alpine.
Ma di tutta questa felicità,
cosa rimarrà dopo questo Natale?
Sarà forse le fede nel Redentore,
che per noi nasce e muore?
Sarà forse la pace e la fratellanza,
l'affetto per il prossimo e la vicinanza?
O é solo apparire
questo reciproco amore,
un mero folklore?
Eppur la speranza rimane,
di un mondo migliore,
dove ogni giorno possa essere,
come il 25 dicembre, pieno di benessere.
La speranza di un anno nuovo
carico di belle sorprese,
di salute e fruttuose attese.
D'improvviso é già Natale,
dunque, alziamo i calici
in un brindisi augurale.
il natale del mio amore.
Inseguendo il lampo, che come cometa
ha attraversato le tue azzurre pupille,
il mio amore ha superato le dolci colline,
sfiorato le rosse torri,
poi, scaldato dal soffio del tuo respiro,
ha trovato asilo nella greppia odorosa
del più segreto dei tuoi giardini.
Così è nato.
Aspetta ora di morire,
per poter di nuovo risorgere
e cavalcare ancora, a briglia sciolta,
lungo il tuo profilo ondulato,
sull’orizzonte ridisegnato
dal riflesso del nostro amore,
sempre rinnovato.
Nei vuoti di luce tra i lampioni
è il Natale dell' infamia,
dei piatti vuoti
degli occhi spenti,
del freddo che stringe
su una terra straziata
che non fa più rumore
è qui il Natale di chi s'è perso
e di chi non s'è mai trovato,
degli amori impossibili
e degli amori perduti.
È qui che il buon'uomo invoca il Signore
-"come può, se c'è un Cristo che tutto ciò accada?"-
Come possiamo NOI fingere ancora!?
Il Natale arriverà
e non sarà il Dio che risolve,
ma che possano le sue parole attecchire come samare in questi cuori
così spersi,
così aridi di speranza
Monachine dispettose
salgono in sù
per il camino,
a riscaldar la notte,
sui tetti imbiancati.
Mentre scende lieve,
la neve…
A riscaldare i cuori
e i nasini all’insù,
di tutti i bambini.
in quella stanza buia e fredda
e il sudore di un viaggio
assai lungo.
Per scaldarci usammo i nostri corpi
non c'era nemmeno tempo
per piangere.
Era il Natale del 71
ancora lo ricordo
ero bambino
lo aspettavo lo stesso con ansia
nella solitudine, rinchiuso in me stesso
e fuori nevicava
non avevo mai visto la neve
giù al sud non c'era
come non avevo mai visto tanta indifferenza.
Ero bambino
solo e tanto triste
ma lo aspettavo lo stesso.
Era il Natale diverso
quello del 71
ed io chiesi un piccolo regalo
" fammi ritornare alla mia terra "
un regalo che non arrivò mai.
Ero bambino
decisi di non aspettarlo più.
…tentazioni di cucinare
Tentacoli da fare festa
Cuori bollenti
uniti in unico obiettivo
Viscere …
Libertà da sfiammare
Fame da condividere
Pregevole
Amico, non ti giudicherò , non ti ho mai valorizzato
Perdonami !
Mi sa che non ragiono più , ho smesso anche con l’anima
Chiacchiere
Luce che si trasforma , luce da luce al prossimo
Si arrampica ,
Se facesse un po’ di neve… per salvare le terre ,.. tenebre
Sbiancandole.
E’ un’altra volta Natale,
la terra impazzita oramai
popolata da mostri e automi
che s’incrociano urtandosi
volti lividi emaciati.
Umanità feroce che s’uccide
senza più speranza, senza una prece.
E’ Natale, nascerà un bambino
dove nascerà ?
Tra il fango e la guerra
o in una calda culla?
Umanità senza bontà
s’è smarrita tra sfavillii di luci e falsi Dei.
In cielo brilla la Cometa
tutt’attorno il manto gelato copre il silenzio.
E’ nato un bambino sui marciapiedi
altri camminano senza speranza
lento il passo e il volto scavato.
Chiedono amore, a chi lo sa dare ,
infanzia negata.
E’ Natale, s’addormentano i bambini
chi nelle calde culle, chi per la strada
chi con nel cuore nessuna ninna nanna.
Quanta falsa compassione
quanti sguardi di bimbi sorridono tristezza.
E’ Natale, la Cometa brilla nel cielo di stelle
bambini spingono grossi carri di sogni infranti
scende il silenzio,
si sente solo il battito dei loro cuori.
Infanzia esclusa che piange dentro.
Sofferenze di bambini
questa notte illumineranno la cometa.
Bambini che per una notte sognano un angelo vicino.
E’ un’altra volta Natale!







