Son prigioniere
queste mani,
scrivono solo ricordi
che il tempo cerca di spazzar via.
Son queste mani che non potranno
accarezzare e giocare con le stelle,
verso quel cielo,
catturando quei ricordi
che traggono nella mia testa
pareti senza porte.
Son occhi a guardarti
mentre lacrime scivolano
senza ritorno
mentre un sorriso
si stampa sulle mie labbra
lasciando quell'amaro
del tempo passato…
trovandomi di nuovo
nel nulla.
Cercherò parole
che dimenticano
il passato,
ma quelle parole,
ancora una volta,
tramutano lacrime
in sorrisi,
mentre occhi
sorseggiano quella luce
dal tuo viso.
anch'io avrei voluto mille è più carezze
fino al punto di pagare mani che mi aprissero il costato
e trasfuso dentro tutto l’amore amato mai
anch’io avrei voluto ali
e sete per giaciglio
o strascichi d’azzurro dietro queste ossa
moncherini spezzati, privi di coraggio
e poi avrei voluto te
con tutta la tua rabbia in corpo
covata in questi anni d’abbandono
ti avrei voluto mille volte
pur di vedere un sorriso
ed una rosa tra le labbra
nel mio cuore
ripensando a quei
momenti importanti.
La ricchezza di bastarti
provare e riprovare
a dimenticare.
Scoprire che è più facile
camminare sui carboni ardenti.
Attraversando
speranze affanni e rabbia.
Aspettando l'alba
come se fosse l'ultima
"ancora una volta"
come se la notte
non esistesse.
anche se lontana.
E ti ricordo ancora,
anche se non ci sei più.
E ti ricordo ancora,
sempre nel mio cuore.
E ti ricordo ancora,
seduta su quella sedia.
E ti ricordo ancora,
i miei occhi erano i tuoi.
E ti ricordo ancora,
non vedevi più.
E ti ricordo ancora,
vedevo io per te.
E ti ricordo ancora,
al mio fianco.
Tu che hai vissuto
una vita, assaporata
fino in fondo,
e ti ricordo ancora.
E ti ricordo ancora,
e ti ricordo ancora
una volta,
mammina mia!
a riempir di me la lunga notte
tra quattro mura ove è da guardare
il niente al posto delle belle tele.
Per una volta ancora riproduco
la chiave più adatta all'apertura
di strano scrigno dentro cui si cela
felicità rincorsa col sostegno
d’occhi miei stanchi eppure ostinati
in una persistente messa a fuoco
del far sorriso il nascere d’un sogno
ed esser pronto ad ogni suo responso.
Per una volta ancora mi difendo
nell'incessante e complicata guerra,
lo scudo in guardia a schivar bordate
di un nemico che ho già studiato.
quella strada ci
porterà lontano
da dove sono le
nostre case,
i nostri cuori...
Bombe e spari
circondano il
nostro quotidiano,
Fuggire sarà necessario.
Quella strada ancora
una volta vedrà visi
e corpi stanchi, afflitti,
uniti dalla speranza
di un futuro diverso.
che prima nasce e dopo muore
e non è colpa di un temporale,
è solo che vuole soffrire.
Ancora una volta
e mille volte ancora
cade la pioggia
e fa inondare i fiumi
ma non è certamente colpa del cielo
è solamente il freddo
che sta cambiando.
Ancora una volta
come abbiam visto da sempre
nasce un fiore,
ma non muore
se arriva il vento
fa rinascere un altro fiore
e poi molti altri ancora.
Ed ancora una volta
dopo il freddo
che da tempo aveva abbandonato il sole
rinasce la vita
quella non muore.





