l'orecchio alla notte
e mi parlassi
della sua musica
ammutolirebbe d'incanto
l'ora degli spettri
e il cuore mio
vestirà d'un tremito
nel buio del segreto
senza paura
per sentirsi ancora
e poi ancora tuo
Di notte
ruota la luna
La volta
una corona di stelle
allontano aculei di pensieri
che spaziano tra note d'ombre
e deliri d'amore
in disarmonico accordo.
Nell'anomalia non mi sottraggo
all'incertezza del dubbio
che ancora una volta
annoda l'arsura del desiderio
al timore del buio d'un declino
tra ossa frantumate
e cuori lacerati.
Nell'inesattezza del silenzio
cerco parole in equilibrio
fermandole tra i denti.
Ancora una volta
potrei offrire accoglienza
a un dolore esiliato da tempo
nella dissolvenza dell'oblio
d'un ipotetico destino
a cui non riesco a sottrarmi.
Io,assetato,ancora una volta
mi rivolgo.
lo ammetto,me ne dolgo;
ma forse questa è l'ultima
e non rivedrò più il tuo volto
ci sono fiori di ogni tipo...
C'è chi sceglie il fiore dell'umiltà
e rimane una persona semplice
che si accontenta di quello che ha.
C'è invece chi sceglie tra tanti
il fiore della pazienza per chi vuole essere
una persona amorevole ma allo
stesso tempo decisa su ciò che vuole da sè stesso.
Chi sceglie il fiore dell'indecisione
non saprà mai cosa vuole dalla vita
e segna la sua vita nell'anonimato.
C'è anche il fiore della dolcezza d'animo
per chi vuole essere una persona mite e soave
come il fiore di cui porta il nome
e amata da tutti per la sua spontaneità.
Il fiore della grinta è quello che dà
la carica necessaria per diventare
davvero qualcuno nella vita e con
la sua forza d'animo ci riesce.
Poi c'è il fiore della malinconia e lo sceglie
chi non ha mai voluto mettersi in gioco
e dice a sè stesso, ancora una volta
ho perso me stesso nei meandri della solitudine.
oppresse dal sistema stampato
nel modo di vivere.
Parole incomprese nella realtà di vie
emarginate dal mondo.
Vite appese a fili di cotone grezzo
senza colori
monotone come il loro inutile destino.
Storie scritte su stracci di pelle…
Contente d’essere uguali
d’essere finite.
Storie di quotidiana follia
vecchie come giornali abbandonati nei cesti delle immondizie
senza più petali rossi da sfogliare.
Rossi come i volti delle bambole
che lentamente nella discarica del cielo
perdono l’alito dell’esistenza
Eppure in queste evanescenze
sguardi ormai sepolti
dal canto delle lucciole,
sdraiati sui fondali della morte,
troveranno la strada per l’Eden della rinascita...
Troveranno ancora una volta il coraggio
di rincorrere i giardini delle paure
per esistere finalmente in un tempo
senza bambole di pezza.
Teneri baci su labbra sorridenti
Parole gentili sussurrate al cuore
Attimi di intensa felicità
che all'improvviso si spezzano
Le carezze diventano schiaffi
i baci lividi
le parole insulti
Ancora una volta
sei in un abisso di buio
Un volto tumefatto piange da solo
un cuore infranto perdona in silenzio
Noooo
Non vivere di attimi vissuti
Non vivere di ricordi felici
Ancora una volta non tacere
Grida il tuo dolore
perché ormai quell'uomo
non sa più cos'è l'amore
di aria inversa
su rose sacrificate
da questi sogni fin troppo accorati
per lievitare socchiusi
e forse sentivo
la piega del sangue nel farsi madre
nel vissuto di richiami raggiunti
Ancora e allora
nascondiamo la sabbia
di un icona radiosa
adesso fin troppo tagliente
da restituire il ricordo
di cattedrali annunciate di sole .
Nei giorni lenti che passano
ricamo angoli di vita ,
disperdo al vento tristezze e affretto il passo.
A raggiungerti
penso che di questo nostro amore
quanto amore ho da scrivere .
Torna la primavera sulle ombre cucite
le ginestre sulle incertezze
il profumo delicato dismesso di attese .
Me lo spiega il volo di un gabbiano
la trasparenza delle ali sui sentieri del cielo .
Ancora una volta
l’istante plana sul mare.
L'acqua è ormai evaporata da tempo,
I piedi poggiano su un terreno instabile.
Le rovine del mio cuore si fanno sempre più vicine.
Città splendente doveva essere nel passato,
Ora solo sabbia l'abita.
Senti ancor nelle finestre distrutte,
Sussurri di ricordi di amori vissuti.
Più cammino e più la strada mi pare tortuosa.
Salite invisibili mi affaticano il fiato.
Ma ecco,su quella grigia collina,
Un fiore.
Sei quella felicità profonda
che quasi... sembra tristezza
per la paura di perderti
da un momento all'altro.
Sei lo stupore di alba,
con la sua treccia di colori
che s'affaccia sui prati,
sulle colline e si appoggia
in ogni angolo di risveglio.
Sei un angelo e la sua dannazione,
un inferno dove perdersi
per poi ritrovarsi ancora.
Sei il petalo di un fior di velluto
da strofinare sulla guancia,
fino a chiudere gli occhi,
per riaprirli e trovarsi
ancora una volta...
ancora sempre...
in questa muta felicità.






