( se vai a fare la via che un giorno sapevi
la strada con la ghiaia che canta del tempo sospeso
vedrai le mie mani ferme là in fondo
a tenere intrecciate le dita con lo spago dei ragni)
ero così piccolo che si arrivava appena a parlare
con le vecchie case indiscrete già allora
allusive come storie opache nel ventre
si andava a dire la sera con le donne
nei fazzoletti legati alla gola, di lacrime
sul tavolo, del vino e del secchio del latte
con i campi ed il fieno disteso nel sole
tra le mie dita
se ci sono questi gradini ed il numero civico
le vecchie strade della guerra infinita
stavo in silenzio, nel minuscolo silenzio
che fanno i bambini, nel mazzo di carte
a giocare era solo uno spazio
tra la sedia e le scarpe sporche di fango
si usciva a riempire il cortile di voce
stare fermi e respirare il taglio
del fieno che si sapeva il suo limite
e nulla era per me un dopo improvviso

Commenti
per il resto non c'è bisogno di alcun commento, dovrei descrivere l'incantesimo ma toglierei benzina dal serbatoio.
BELLISSIMA, nient'altro.
ciao NEW HOPE
franco