Minuscole catene strette all’apice

di polsi incisi ai palpiti dell’anima

zampilla la fontana in grani d’acqua

luce che gonfia l’aria come fiori.

Scivola rapido un passo di gonna

croste di ruggine in fughe di porfido

di ieri ancora a lato sul patibolo

saturo d’ami asfalto non si lava.

Vedi il rumore d’ombra farsi vento

che taglia ghiacce lacrime d’inverno

sul piede a piaghe e non si volta più

s’atterra sul pavé danza di stille.

Dentro che stringe il tartaro la frolla

muta del tempo e al sangue sferza il pungolo.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Diego Bello  

Questo autore ha pubblicato 112 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Marinella Brandinali
+1 # Marinella Brandinali 18-11-2017 20:16
Bellissima...complim enti un saluto
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 19-11-2017 00:36
I polsi e l'anima così vicini, per gli stessi palpiti e catene non sciolte. Si ravvisano fioriture da gocce illuminate, ma un'ombra passa e non si ferma, riporta il dolore di ieri, nero indelebile impresso anche sull'asfalto. La danza delle gocce si posa, poteva essere gioia, ma solo bagna il pavé atterrando, non più luce, mentre si avverte quel silenzio stratificato nel tempo, che continua a far male.
Intenso il contenuto, stile ineccepibile ricco di metafore, poeta.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.