Farina di caffè di lune impolverate,
mercurio temporalesco d' inverno,
metastasi d' un bocciolo di nuvola
son gomitoli di panna argentati dal vento,
canuta granitica grafite di fumo,
pioggia di mirtillo e briciole di carbone
son confetti di pece notturna affaccendata sui tetti.
D' una cardiologica galassia plenaria di cielo
son segmento di mandarino e cannella infuocati,
vello d' angiomi di muschio acconciati,
diamanti e smeraldi quegli aghi di pino,
perle imbarazzate son delicate pupille d' agrifoglio
tra luccicanti cortecce d' uvetta e profumo di mille candele.
mercurio temporalesco d' inverno,
metastasi d' un bocciolo di nuvola
son gomitoli di panna argentati dal vento,
canuta granitica grafite di fumo,
pioggia di mirtillo e briciole di carbone
son confetti di pece notturna affaccendata sui tetti.
D' una cardiologica galassia plenaria di cielo
son segmento di mandarino e cannella infuocati,
vello d' angiomi di muschio acconciati,
diamanti e smeraldi quegli aghi di pino,
perle imbarazzate son delicate pupille d' agrifoglio
tra luccicanti cortecce d' uvetta e profumo di mille candele.
2 commenti
Le vetrine
son le stesse,
colorate e luminose.
Per le strade
non c'è neve
e nemmeno un pò di pioggia.
Qui la gente ha paura,
anche un soffio di vento
è un tremore nell'anima.
Natale con il cielo
dipinto di rosso,
come fuoco che infiamma l'anima
di chi ha perso ogni speranza...
son le stesse,
colorate e luminose.
Per le strade
non c'è neve
e nemmeno un pò di pioggia.
Qui la gente ha paura,
anche un soffio di vento
è un tremore nell'anima.
Natale con il cielo
dipinto di rosso,
come fuoco che infiamma l'anima
di chi ha perso ogni speranza...
Immagina…..
un sentiero di primule
come compagno in questo viaggio terreno,
una candela costantemente accesa
che scaldi l’angolo più remoto del cuore,
una penna dall’inchiostro indelebile
per scrivere Amore,
ovunque e comunque!
Una favola per chi sogna ancora,
un miracolo per chi non crede più.
Immagina…
l’umano pensiero danzare
nell’aria
come fenicottero rosa,
posarsi in punta di piedi
sull’acqua che dona la vita.
Immagina…
l’aprirsi d’un pugno
che doni carezze,
il verde dell’erba negli occhi
e il Re della Pace nel mondo.
Immagina…
un pacco regalo sotto l’albero a festa
mentre neve e cristalli
si sciolgono al sole.
Immagina…
sia il mio regalo per questo Natale!
Come uno sciocco sono qui a pensarti
a scrivere per te ancora,
ti scrivo in versi per non dimenticarti .
Grazie a te ho imparato ad amare
a perdonare la cattiveria
ad ascoltare ogni silenzio che vale le mille parole.
Ti scrivo questa lettera d’amore
in poesia, te la leggo impaurito ,
alla mia maniera ,come se fossi già poeta.
Mi è stato detto di guardare oltre e dimenticarti ,
se così fosse sarei senza cuore,
senza un’anima da fondere alla tua.
Sarei come il freddo gelo che ogni cosa oscura,
sarei l’egoista che tutto prende e nulla dona ;
l’ambiguo essere che a se stesso pensa.
Si dice che le persone transitano
nella nostra vita non per caso ,
che qualche volta se ne vanno tristi e deluse ,
senza voltarsi indietro rinnegano il passato.
Si dice che qualche volta qualcuno muore …
nel sperare ad un ritorno di una amata ,
una combinazione viscerale,
per ragioni insignificanti tutto sfuma.
Sarà pur vero tutto questo?
Ti ho creduto!Ho dato e avuto da te l’infinito ,
io scettico sognatore a te non voglio rinunciare.
Non voglio cancellare un amore vero che esiste tra di noi ,
a perderti nei meandri dei ricordi
nei sogni che si sono realizzati e vissuti assieme.
È una semplice lettera d’amore la mia,
il mio pensiero parla ,
è la mia voce triste che ti chiama.
a scrivere per te ancora,
ti scrivo in versi per non dimenticarti .
Grazie a te ho imparato ad amare
a perdonare la cattiveria
ad ascoltare ogni silenzio che vale le mille parole.
Ti scrivo questa lettera d’amore
in poesia, te la leggo impaurito ,
alla mia maniera ,come se fossi già poeta.
Mi è stato detto di guardare oltre e dimenticarti ,
se così fosse sarei senza cuore,
senza un’anima da fondere alla tua.
Sarei come il freddo gelo che ogni cosa oscura,
sarei l’egoista che tutto prende e nulla dona ;
l’ambiguo essere che a se stesso pensa.
Si dice che le persone transitano
nella nostra vita non per caso ,
che qualche volta se ne vanno tristi e deluse ,
senza voltarsi indietro rinnegano il passato.
Si dice che qualche volta qualcuno muore …
nel sperare ad un ritorno di una amata ,
una combinazione viscerale,
per ragioni insignificanti tutto sfuma.
Sarà pur vero tutto questo?
Ti ho creduto!Ho dato e avuto da te l’infinito ,
io scettico sognatore a te non voglio rinunciare.
Non voglio cancellare un amore vero che esiste tra di noi ,
a perderti nei meandri dei ricordi
nei sogni che si sono realizzati e vissuti assieme.
È una semplice lettera d’amore la mia,
il mio pensiero parla ,
è la mia voce triste che ti chiama.
Gli addobbi natalizi luccicanti,
l’albero imponente e intermittente
pieno di luci e ninnoli brillanti,
a riscaldar di pace tutto l’ambiente.
Ai piedi un mar di regalini
per rallegrar i grandi e i piccini,
ad arte son confezionati
con lacci d’oro e pigne abbelliti.
Sopra la mensola di un caldo caminetto,
c’era un presepe piccolo, non di bell’aspetto.
Povera gente stava ad adorare
un bambinello nudo, ma solare.
Le braccia tese, pronte ad abbracciare
chiunque lo volesse riscaldare.
Lo presi in braccio e non me ne staccai.
Lui m’abbracciò e, non mi scordo mai,
finirono d’incanto le mie pene,
lo supplicai di volermi bene.
Lui mi parlò d’amore intensamente,
la luce accese in un cuor fremente
tanto da farmi dubitare
d’aver vissuto senza sapere amare.
La festa, la speranza sono io,
disse, radioso, il figliol di Dio.
E tornerò ogni anno a consolare
colui che vuole tanto, tanto amare.
Da allora in casa mia per Natale,
cambiai l’addobbo ed il principale,
fu una grotta, con la mangiatoia,
un bambinello e tanta tanta gioia.
Ma anche un alberello di Natale,
per chi non crede, non ci sta poi male,
che, le braccia aperte di Gesù,
non si richiuderanno mai, mai più.
l’albero imponente e intermittente
pieno di luci e ninnoli brillanti,
a riscaldar di pace tutto l’ambiente.
Ai piedi un mar di regalini
per rallegrar i grandi e i piccini,
ad arte son confezionati
con lacci d’oro e pigne abbelliti.
Sopra la mensola di un caldo caminetto,
c’era un presepe piccolo, non di bell’aspetto.
Povera gente stava ad adorare
un bambinello nudo, ma solare.
Le braccia tese, pronte ad abbracciare
chiunque lo volesse riscaldare.
Lo presi in braccio e non me ne staccai.
Lui m’abbracciò e, non mi scordo mai,
finirono d’incanto le mie pene,
lo supplicai di volermi bene.
Lui mi parlò d’amore intensamente,
la luce accese in un cuor fremente
tanto da farmi dubitare
d’aver vissuto senza sapere amare.
La festa, la speranza sono io,
disse, radioso, il figliol di Dio.
E tornerò ogni anno a consolare
colui che vuole tanto, tanto amare.
Da allora in casa mia per Natale,
cambiai l’addobbo ed il principale,
fu una grotta, con la mangiatoia,
un bambinello e tanta tanta gioia.
Ma anche un alberello di Natale,
per chi non crede, non ci sta poi male,
che, le braccia aperte di Gesù,
non si richiuderanno mai, mai più.
Primo anno che succede,
per noi genitori che infondemmo lor la Fede,
quest'anno il Natale trascorrerem da soli
nel nostro focolar che vide pargoli i nostri figlioli.
Un anno questo che non è da ritenersi mesto,
in quanto i nostri figli altrove dimorando,
coi loro nuovi affetti festeggeran amando
il nuovo focolar ch'essi han creato sì presto.
Felici noi aspettiam intorno all'alberello addobbato,
come sempre, il Natal di Nostro Signore tanto amato,
senza le grida e le risate che riempivan i cuori,
pieni del loro affetto per noi genitori.
Un Natale diverso si prospetta or pertanto,
una mamma e un papà invecchiati, ma non tanto,
si troveranno vicino al Presepe ancor amato
a recitar preghiere accompagnando l'ore
come facevan coi loro infanti figlioli adorati
ed attendendo l'ora in cui Nostro Signore è Nato.
per noi genitori che infondemmo lor la Fede,
quest'anno il Natale trascorrerem da soli
nel nostro focolar che vide pargoli i nostri figlioli.
Un anno questo che non è da ritenersi mesto,
in quanto i nostri figli altrove dimorando,
coi loro nuovi affetti festeggeran amando
il nuovo focolar ch'essi han creato sì presto.
Felici noi aspettiam intorno all'alberello addobbato,
come sempre, il Natal di Nostro Signore tanto amato,
senza le grida e le risate che riempivan i cuori,
pieni del loro affetto per noi genitori.
Un Natale diverso si prospetta or pertanto,
una mamma e un papà invecchiati, ma non tanto,
si troveranno vicino al Presepe ancor amato
a recitar preghiere accompagnando l'ore
come facevan coi loro infanti figlioli adorati
ed attendendo l'ora in cui Nostro Signore è Nato.
Ricordo
che da bambina aspettavo il Natale
soffiava un vento freddo e vidi scendere stelline di neve brillare dalla finestra
e accanto a me un grande albero luminoso ed un presepe
che cari ricordi mi fa mancare il fiato
pensarci e sotto pochi pacchetti ma la meraviglia
era avere accanto le persone che si amavano di più la famiglia gli amici e parenti
ogni anno si riaccendeva la magia di Natale
in ogni casa in ogni via aspettavano il bambin Gesù
che dia pace e serenità e amore in tutto il mondo di ogni colore
che in silenzio si aspettava il Babbo Natale che ci portò un dono
non conosceva i nostri nomi sa solo se eravamo stati buoni
Tanti auguri E Buon Natale a tutto il mondo dandoci la mano con un dolcissimo girotondo
che da bambina aspettavo il Natale
soffiava un vento freddo e vidi scendere stelline di neve brillare dalla finestra
e accanto a me un grande albero luminoso ed un presepe
che cari ricordi mi fa mancare il fiato
pensarci e sotto pochi pacchetti ma la meraviglia
era avere accanto le persone che si amavano di più la famiglia gli amici e parenti
ogni anno si riaccendeva la magia di Natale
in ogni casa in ogni via aspettavano il bambin Gesù
che dia pace e serenità e amore in tutto il mondo di ogni colore
che in silenzio si aspettava il Babbo Natale che ci portò un dono
non conosceva i nostri nomi sa solo se eravamo stati buoni
Tanti auguri E Buon Natale a tutto il mondo dandoci la mano con un dolcissimo girotondo
Sotto la punta di quell'abete
addobbato morbosamente come un barboncino
è il solito inventario.
La tradizione si ripete come impulso
come in quell'esperimento sulle scimmie
e la minchioneria dei cesti nostrali
continua a farci in qualche modo felici.
Sotto quell'albero sotto la soglia idrica di appassimento
qualche miracolo dell'illuminotecnica
lo fa sembrare splendente
e qualche marachella del cane
lo riporta coi piedi per terra.
Ricordo ancora di quando, ancora infante,
mi nascondevo tra i regali come in una fortezza.
E ricordo di come prorogassi il termine della fase anale
godendo di fatto dell'immaginazione
e nell'irrisorietà di un nascondiglio.
Avrei voluto non aprire mai quei pacchi rossi e verdi.
In questa Festa d'Inverno, sotto l'albero,
ci sono rimasto soltanto io.
addobbato morbosamente come un barboncino
è il solito inventario.
La tradizione si ripete come impulso
come in quell'esperimento sulle scimmie
e la minchioneria dei cesti nostrali
continua a farci in qualche modo felici.
Sotto quell'albero sotto la soglia idrica di appassimento
qualche miracolo dell'illuminotecnica
lo fa sembrare splendente
e qualche marachella del cane
lo riporta coi piedi per terra.
Ricordo ancora di quando, ancora infante,
mi nascondevo tra i regali come in una fortezza.
E ricordo di come prorogassi il termine della fase anale
godendo di fatto dell'immaginazione
e nell'irrisorietà di un nascondiglio.
Avrei voluto non aprire mai quei pacchi rossi e verdi.
In questa Festa d'Inverno, sotto l'albero,
ci sono rimasto soltanto io.
Notte magica,
ti sento,
stai arrivando!
Mi porti Chi ancora mi ama,
mentre l’aria s’ intinge
nel suo tanto amore.
Tu, chiedigli
se con calde carezze
ancora ci sfiori.
Digli che sciolga
tutta quanta la solitudine,
tutto il dolore,
quest’amarezza
dei cuori.
Supplicalo,
perchè asciughi
tutte le lacrime,
spazzi via il male,
il misero vivere,
ingannevole e crudele
che trova nelle anime.
O notte magica, stai arrivando!...
Schiara il cielo,
chè è nero,
riunisci le stelle tutte,
poi fai luce con Lui
e ancora gridagli
che stringa forte
e tanto ancora
questo mondo così balordo.
ti sento,
stai arrivando!
Mi porti Chi ancora mi ama,
mentre l’aria s’ intinge
nel suo tanto amore.
Tu, chiedigli
se con calde carezze
ancora ci sfiori.
Digli che sciolga
tutta quanta la solitudine,
tutto il dolore,
quest’amarezza
dei cuori.
Supplicalo,
perchè asciughi
tutte le lacrime,
spazzi via il male,
il misero vivere,
ingannevole e crudele
che trova nelle anime.
O notte magica, stai arrivando!...
Schiara il cielo,
chè è nero,
riunisci le stelle tutte,
poi fai luce con Lui
e ancora gridagli
che stringa forte
e tanto ancora
questo mondo così balordo.
Natale adesso,
natale tra un po’,
natale prossimo,
natale ancora;
cosa resta dei tempi
andati,
dei vecchi natali,
dell’infanzia,
delle luci,
l’albero,
il presepe di nonna,
dentro la grande scatola,
il muschio,
le statuette,
restano i ricordi
d’un età spenta,
passata,
lontana;
e tante cose non ci sono più,
neanche tu sei più lo stesso,
non ci credi più,
non ci speri,
vuoi solo un po’ di pace,
fregartene,
un po’ di silenzio,
una parola,
sonno,
riposo,
questo rimane del natale ,
per te.
natale tra un po’,
natale prossimo,
natale ancora;
cosa resta dei tempi
andati,
dei vecchi natali,
dell’infanzia,
delle luci,
l’albero,
il presepe di nonna,
dentro la grande scatola,
il muschio,
le statuette,
restano i ricordi
d’un età spenta,
passata,
lontana;
e tante cose non ci sono più,
neanche tu sei più lo stesso,
non ci credi più,
non ci speri,
vuoi solo un po’ di pace,
fregartene,
un po’ di silenzio,
una parola,
sonno,
riposo,
questo rimane del natale ,
per te.









