e il mattino
negli occhi dolci
di un bambino.
Vedo virgulti
e grandi alberi
nei suoi sorrisi innocenti.
Vedo prati verdi
e flessuose colline
nei sogni fantastici
di un bambino.
Vedo pampini arrossati
e brume serali
nelle sue trepidazioni.
Vedo ombre sfuggenti
e castelli fatati
nelle pieghe dell’anima
di un bambino.
Vedo il sole
e luccicanti riverberi di luce
nei suoi candidi pudori.
Vedo profumi di fiori
e uzzoli di frutta fresca
nei giochi frugali
di un bambino.
Vedo aironi
e aquiloni
nei suoi bizzarri aneliti.
Vedo cupi groppi
e turgori notturni
nelle claustrali paure
di un bambino.
Vedo fiabe mirabili
e sempiterne chimere
nella bellezza dei suoi progetti.
Vedo lacrime
e dolori
nella coscienza offuscata
di un bambino.
Vedo albe algide
e azzurrati crepuscoli
nel suo libero pensiero.
Vedo emozioni
e palpiti salmastri
nelle idee sovversive
di un bambino.
Vedo lupi mannari
e voli di pipistrelli
nelle sue argentate esitazioni.
Vedo gesti inconsapevoli
e torrenti d’acqua chiara
nelle gaie evasioni
di un bambino.
Un bambino
apre e sfoglia
il libro dei giorni,
scoprendo pulviscoli effimeri
e chiarori lunari
sul sagrato delle confessioni.
Un bambino
apre e sfoglia
il libro dei giorni
e scova assurde finzioni,
rose d’inverno,
profumi e colori d’eternità.
Sfilano sull'onda del loro fascino
tutti i film in bianco e nero.
Mentre le nostre mani
smontano dal bianco il rosso, il verde, il blue...
Mi tingerò la faccia
per mimetizzarmi fra questi tronchi,
morirò inosservato nella guerra delle palle di vernice.
Sfileranno i cannoni sputando coriandoli
e pezzi di uomini che c'hanno provato.
Pezzi di uomini condannati al niente
da chi se ne è andato senza consultarli.
Facile parlare dei colori certi:
non conosco le loro sfumature,
questo ti dirò.
Ti dirò che il tuo viso sta brillando
come il bengala schiantato sull'arcobaleno.
Quando le lettere nere del giornale
si faranno del colore della stanza che stai tingendo,
quando il giornale diventerà una barchetta
sulla sua testa,
piazzerai un'enorme bandiera
su una piccolissima luna.
