È una ferita
l'impronta della notte sulla neve
dove il grano si ricorda appena
nel pane
e quel dividersi la sera
sul fianco
camminato delle cose

il parlato
dietro a un vetro
e il gioco seduto della vita

nei passi indietro
ho il giorno che mi guarda, dove
ero solo, d'una voce d'occhi
un pensiero
ancora da scoprire

e c'era
chi parlava
coi passi svelti sulla strada
chi senza sole filmava le stagioni

e chi
dove i giochi non sapeva
dell'essere già grande

Poi venne il tempo
e rubò le foglie ai rami
e venne

il tempo
senza una parola
e portò via il cielo

dai miei occhi neri.


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Profilo Autore: Nunzio Buono  

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Commenti  

Nadezhda/Speranza
+2 # Nadezhda/Speranza 17-06-2012 15:13
Non posso che ripetermi...stupenda !!!
Debora Casafina
+1 # Debora Casafina 17-06-2012 19:42
trascinante,commoven te,filosofia nella vita del ricordo

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