È una ferita
l'impronta della notte sulla neve
dove il grano si ricorda appena
nel pane
e quel dividersi la sera
sul fianco
camminato delle cose
il parlato
dietro a un vetro
e il gioco seduto della vita
nei passi indietro
ho il giorno che mi guarda, dove
ero solo, d'una voce d'occhi
un pensiero
ancora da scoprire
e c'era
chi parlava
coi passi svelti sulla strada
chi senza sole filmava le stagioni
e chi
dove i giochi non sapeva
dell'essere già grande
Poi venne il tempo
e rubò le foglie ai rami
e venne
il tempo
senza una parola
e portò via il cielo
dai miei occhi neri.

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