Quando entravo a casa sua mi sentivo protetta, più di ogni altro luogo. La casa me la ricordo perfettamente, ogni angolo, anche gli oggetti negli armadi.
Sento ancora oggi che in suo affetto era profondo e sincero. Mi accoglieva sempre con un sorriso e mi parlava con calma e dolcezza.
Per i bambini e gli adolescenti le nonne nascono nonne e a loro si cancella il passato. Per non so quale forma mentale alle nonne si nega  il fatto che possano avere desideri ed emozioni come gli altri. Le nonne per i bambini sono dispensatrici di affetto senza chiedere niente in cambio.
La mia aveva i capelli lunghi che raccoglieva dietro la nuca con una serie di forcine. “Nonna perché non ti tagli i capelli?”, le chiedevo allibita. Infatti i capelli lunghi a quei tempi erano una prerogativa dei giovani e lei per me era nata nonna. “Se mi taglio i capelli poi assomiglio a quelli del “ricovero”!” , mi rispondeva decisa.
 Io non gliel’ho mai detto, ma pensavo che fosse impossibile. Essendo nata nonna sarebbe rimasta così per sempre perciò non sarebbe mai andata in un “ricovero”.
Non era mai  arrabbiata. Faceva la casalinga ed era bravissima nei lavoretti artigianali. Sapeva ricamare, cucire, lavorare a maglia e all’uncinetto magistralmente. E’ un’arte che mi ha tramandato, ma che ho abbandonato presto. Quando vedo qualche maglia, cappellino o sciarpa fatte a mano le riconosco e immediatamente mi viene in mente lei. La vedo seduta accanto al termosifone intenta a far passare il filo tra piccolissimi buchetti con l’ago ad uncino.
“ Bisogna sposarsi vergini”, mi diceva con convinzione. Io annuivo, ma non le facevo sapere che in realtà me ne fregavo.
Quando ero adolescente un giorno disse: “Se potessi rinascere mi farei suora”, mi prese alla sprovvista. “Perché dici così?” , le chiesi preoccupata. “ Il matrimonio è sacrificio, dedizione massima per i figli, lavoro e nessuna o poca riconoscenza”, nelle sue parole sentii  profonda delusione e amarezza.
Mio nonno era molto diverso da lei, era burbero e poco propenso a segnali di affetto.
 “ Hai avuto tre figli, ora sono tutti sposati” , le dissi per consolarla. “ Non sono felice per i loro matrimoni”, disse quasi con rabbia.
Una figlia avevano fatto un matrimonio “riparatore” a diciannove anni e il figlio aveva sposato una donna meschina e molto più vecchia di lui. L’altra figlia era mia mamma e probabilmente la situazione che le dava più dolore. Sposata con un uomo violento e non in grado di mantenere la propria famiglia.
Mia nonna era molto religiosa e la separazione e il divorzio non erano contemplati dalla Chiesa e, a quei tempi, nemmeno dalla legge.
Le rimaneva il suo dolore e l’idea che in un’altra vita si sarebbe fatta suora.
Un giorno trovai per caso un album con delle foto sue. Era giovanissima e bellissima accanto a mio nonno imbronciato come al solito. Me la sono immaginata giovane, innamorata e felice. Pensai: “ Se non si fosse sposata chissà come sarebbe andata la sua vita.” Mio nonno morì prima di lei lasciandola sola e tranquilla.
Fortunatamente non è mai andata in un “ricovero”, l’unica figlia rimasta l’ha accudita fino all’età di 95 anni a casa sua.
Il giorno che traslocammo, mentre i due figli rimasti e nipoti stavamo discutendo dove mettere i mobili, mia nonna girava per le stanze. Il suo sguardo non era il solito. Abbandonare una casa dove si ha trascorso quasi tutta la vita deve essere un dolore troppo forte. Ancora oggi ho il rimorso di non essermi avvicinata a lei per consolarla. Ma in alcuni frangenti non si trovano le parole … non ci sono parole.
Quando voglio sorridere ricordandola penso al giorno che mi fece vedere il corredo per la lapide che preventivamente aveva comprato per non disturbare i figli.
“Nonna nella foto non sorridi!”, le dissi inorridita da quegli oggetti che avevo tra le mani.
Lei guardò la foto, rimase in silenzio un attimo e disse: “ Che importa, non sorrido, è ovvio sono morta!”
 
 

 
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Profilo Autore: Barbara  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 17-08-2013 18:33
racconto tenerissimo e delicato, molto profondo.quando si tratta l'argomento"nonni" c'è sempre un brivido che corre lungo la schiena, fino a commuovere il lettore, bravissima, mi è piaciuto fin dentro l'anima.grazie di averlo scritto, anche io sono nonno, da poco ma lo sono e capisco perfettamente.un abbraccio affettuoso. :-)
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 17-08-2013 21:57
Molto profondo e sentito questo racconto che come tutti gli altri mi a fatta commuovere,sei bravissima complimenti. :-)
Barbara
+1 # Barbara 18-08-2013 08:54
Grazie carissimi, siete affezionati lettori dei miei racconti, mi fa molto piacere e spero di non deludervi mai. Vi mando un bacio grazie di cuore.
nabrunindu
+1 # nabrunindu 18-08-2013 12:18
rispondo io per tutti, grazie a te Cara Barbara, di scrivere anche per noi, oltre che per te stessa.naturalmente, ti auguro buona domenica e ricordati che siamo qui ad aspettare sempre i tuoi meravigliosi racconti, e/o poesie. un abbraccio. :-)
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 18-08-2013 14:17
Barbara,io leggo tutti ma commento solo quelli che capisco e che mi colpiscono,non ci deluderai mai stai tranquilla hai un modo di scrivere fantastico,mi piace tanto,ciao buona domenica. ;-)

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