Mi rivedo piccoletto seduto accanto al camino con il mio tavolino di legno pieno di scarabocchi intento a colorare le navi da guerra sui quadernetti che si vendevano allora... sono rimasto ancora lì e coloro quello che posso finché la mamma non mi chiama per la merenda. Un bel cesto di pesche settembrine dolcissime e il mio cane che aspetta il suo bocconcino. Fuori il rumore dei furgoni che in fila attendono d'entrare nella cantina per scaricare l'uva. L'odore del mosto sale e penetra l'anima. Un refolo leggero di brezza arriva dal mare e la vita appare lunga e infinita nel suo divenire.
Poi tutto svanisce e rimane il ricordo indelebile d'un tempo in cui l'amore era vero e l'ultimo cicaleccio del giorno dipingeva striature d'arancio nel mio cuore.

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