Lieve soffia
Come onda svogliata
Accarezza la roccia
Prende svolte la luce
Che sull'acqua disegna
Fugaci traiettorie
E soffia tramontana
Sulle banchine
E tremule son barche
Nei mischiati colori
Delle chiglie.
Anatre dormono sull'antica darsena
Sonnecchiano vite
Tra zuccheri filati e caramelle di mandorle
Vado nel passo voltando
Sguardi
Lasciando orizzonti
Morire negli occhi
E stringo forte le pieghe
Del cuore nella sciarpa
E sorrido alla toppe dei miei pantaloni
E sono io poeta di me stesso
Che poeta non sono
Se non nel meraviglioso dolore
Che dentro di me
Vive
In un istante
In un tramonto che sul mare
Appare sinuosamente distante
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Michelina
+1 # Michelina 31-12-2018 12:37
Malinconica, perfetta come cattura uno stato d'animo.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 31-12-2018 17:57
Le tue poesie sono sempre stupende anche se triste questo testo davvero è un capolavoro, complimenti.
Giancarlo Gravili
# Giancarlo Gravili 02-01-2019 22:24
Grazie dei gentilissimi commenti, una buona serata

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