Che io sia “strano” è risaputo. Che io lo sia sempre stato è assodato. Per questo non faccio apparire i miei difetti per quello che sono. Tanti, stupidi e banali, ma li cumulo tutti nella mia stranezza sperando si possano notare di meno. La cosa peggiore è che, forse, mi sono crogiolato troppo in essa  anziché correggermi. Avrei dovuto farlo fin da ragazzo, quando sentii la mia diversità dall’homus erectus normale. Spero di non essere frainteso. Gli istinti primordiali erano gli stessi ma quasi sempre non perseguivo gli stessi risultati degli altri. Me ne accorsi perché spesso ero dileggiato per il mio comportamento anomalo. Grazie alla solidità di una testa fieramente calabrese, non smarrii la mia via e proseguii indefesso e anche se la strada era piena di ostacoli, li superavo a modo mio nella speranza di consolidare il mio carattere. Anche con le donne ero strano, anzi proprio da loro partì il grido d’allarme che mi fece accorgere di come ero fatto. Andavo al mare, nella mia piccola e bella cittadina, ed avevo molte amicizie. Anch’io, diavoletto, le osservavo e non mi facevo scrupolo di essere osservatore attento. Cercavo sempre di immaginare cosa ci fosse dentro quei costumi ruvidi e accollati, sognando chissà quali paradisi. Ma, qui al Sud, era impensabile una presa di coscienza della cosa. Tutto problematico. Fratelli, cugini, fidanzati, non permettevano un approfondimento del problema. Mi restava sognare e…sbavare ! E fin qui tutto normale. Poi, un giorno, mi trovai ad andare a mare in una nota spiaggia del Nord. Li non c’erano costumi ruvidi o cosce pelose, anzi tutto era alla luce del sole perfettamente visibile, troppo visibile. Feci subito amicizie, in particolare con una biondina perfettamente abbronzata. Certo io non guardavo l’abbronzatura ma…. Bene, cioè male, mi pregò di seguirla nel baracchino a prendere il materassino da bagno. La seguii. Entrati che fummo per prima cosa si tolse il reggiseno e quindi si girò verso di me. A quel punto ero già soddisfatto perché avevo finalmente capito di qual e quanta massa possa essere pieno un costume da donna. Ma scappai quando capii che lei aveva la stessa curiosità verso di me. Eppure mi piaceva, oh come mi piaceva ! Si, compresi il mio atteggiamento fanciullesco, ma io sono così. Non fu nemmeno la mia unica disavventura ! Un amico all’università, prima di tornare per una breve vacanza in Calabria, mi affidò la sua ragazza, la dolce Susy ,per farle compagnia nei giorni della sua assenza. Era una ragazza bellissima e tranquilla almeno quando stava col fidanzato. Mi presi quell’incarico perché con gli amici non ci si tira mai indietro. Lei veniva da me o io da lei indifferentemente, facilitati dal fatto che avevamo gli appartamenti uno di fronte all’altro. Da subito fu evidente che gradiva la mia amicizia e le battute che la facevano ridere tanto, troppo direi. Fin quando un pomeriggio, scherzando scherzando, mi si buttò addosso cercando di baciarmi e nel contempo di aprirmi la cintura dei calzoni. Che avreste fatto al posto mio ?  Il viso del mio amico nella testa. Basta. Fuggii trascinandomela dietro fino alla porta di casa mia che aprii non senza qualche difficoltà e chiusi per un colpo di fortuna. Mi piantonò tutta la notte e fui fortunato ad aver il frigo pieno altrimenti sarei rimasto a digiuno. Un’altra volta mi capitò che, affacciandomi al balcone, diviso da una vetrata da quello di un inquilino vicino, conoscessi un alto rappresentante della pubblica amministrazione. Questi affacci  diventarono frequenti e simpatizzammo a tal punto che mi invitò da lui a cena. Viveva in quell’appartamento con la figlia, non bella ma neanche brutta, La moglie purtroppo era scomparsa da poco ed erano soli. A fine cena mise mano al portafogli da cui estrasse tre o quattro carte per altrettante sale cinematografiche che proiettavano in prima visione e mi pregò di accettarle a patto che ci portassi anche la figlia. Una ghiotta e bella occasione per vedere qualche bel film. Accettai, naturalmente e la figlia fu contentissima. Solo che…in cuor suo, forse, pensava che il padre mi avesse preso in affitto. Già dopo qualche giorno cominciò a strusciarsi addosso, a tenermi le mani durante le proiezioni e ad appoggiare il capo sulla mia spalla. Aveva fatto i conti senza l’oste ! A me non piaceva affatto e la portavo con me solo per la promessa che avevo fatto. Così le levai tutti i grilli dalla testa fin quando si trovò un ragazzo che la corteggiasse. Restammo comunque ottimi amici e spesso veniva da me a confidarmi le pene d’amore. Poi il fattaccio ! Una sera tornavo sfinito dai miei doveri, ero rintronato e ambivo soltanto ad una doccia e al letto ristoratore. Non avevo messo ancora la chiave nella toppa che lei, uscita da casa sua, mi prese per la mano e mi condusse da lei per ascoltare le news sulla sua telenovela. Sedemmo sul divano e cominciò a raccontare, un fiume di parole che avevano l’effetto di istupidirmi di più. Il tutto rigorosamente mano nella mano e distanze ravvicinate. Non so cosa mi prese,non certo passione o roba del genere, fatto sta che la baciai. Un bacio dolce e lungo. Oddio ero tanto stanco che mi stavo addormentando proprio allora. Preso coscienza di quanto accadeva mi alzai di scatto  e riparai a casa mia, non senza essermi passato l’avambraccio sulla bocca per pulirla.Pe4r fortuna quella storia non ebbe più seguito. Mai nessuna mi fece notare la mia stranezza ed io continuai a navigare per il mondo nel tentativo di capirci qualcosa. Per fortuna me lo fece capire la mia fidanzatina, ancorché più giovane di me ma con un caratterino…sveglio e riflessivo. Stavo con lei perché mi attraeva, non fisicamente ma per quello che riusciva a darmi in materia di ragionamento, di socialità. Infatti era l’unica donna che, sebbene rispettassi la sua giovane età, mi suscitava i desideri più folli, in poche parole, la voglia di stare con una donna e condividerla anima e corpo. Se ho avuto altre donne ? Beh…non sta bene dirlo, certo che da allora, qualsiasi donna si sia susseguita al mio fianco fu una donna intelligente, affascinante gradevole al dialogo, per apprezzare quello che c’era dentro. Esattamente come piace a me, non per il corpo ma per la testa. Che dite me le merito io ?
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Profilo Autore: Bronson  

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