Se chiederete a un bambino cos’è la paura, vi risponderà quasi senza indugio il buio. Nel buio c’è tutto quello che di avverso nella vita ti è accaduto. Grideresti se potessi perché sai di avercela fatta, ma il terrore che accada ancora ti lascia un sussurro senza voce… 
Lei ce l’ha fatta, lei… si chiama Andrea che significa coraggio.
Sua sorella nell’unica finestra ancora accesa della piccola clinica rilegge ancora una volta la cartella del paziente che domani si sottoporrà a un intervento di chirurgia bariatrica, Andrea saluta quella che dal basso le sembra un’ombra familiare con un timido cenno della mano. Conosce quell’uomo. Tutte le sere porta fuori il cane proprio quando  il sottopasso la conduce sul lato opposto della strada. Ma oggi non c’è all’appuntamento. La cuccia è vuota, e la porta rimasta aperta e la curiosità le mostrano lui con la barbetta unta dall’amalgama di burro, prosciutto crudo e salvia marinate nel vino bianco che punzecchia appagato nel piatto con la forchetta. Le si stringe il cuore, e un po’si arrabbia. Affretta il passo. Attraversa all’unica luce del semaforo lampeggiante e un odore sgradevole la fa tossire. E la porta a guardare un ragazzo più o meno come lei sui venticinque anni avvolto nella sciarpa sulla panchina. Ha lo sguardo perso oltre il sigaro, oltre la strada… come se un passo gentile gli pettinasse i pensieri. Per un attimo la guarda. Andrea sorride, forse di nostalgia. 
Qualche isolato prima un’auto nera parcheggiata le aveva fermato un groppo in gola. Non c’era conducente. Non c’era nessuno. Forse è proprio questo… stessa marca e modello di quell’amore che troppo presto l’aveva lasciata sola alla brevità del suo racconto. Asciuga una lacrima che non ha nemmeno più la forza di scendere mentre pensa che al lume nella casa dietro la ferrovia il suo poeta d’un tempo, forse, lascia che il mistero avvolga i suoi versi… un cortometraggio di mezz’ora, un percorso da fare a piedi, vite come ce ne sono tante. I suoi pensieri. Rincasa.
Nel buio c’è un mondo di cose spaventose, ma sono poi le stesse che ritroveremo alla luce del sole. 
Andrea spazzola i capelli candidi della nonna che si è assopita sulla poltrona, mentre il poeta avvicina i suoi pensieri alla fiamma del lume che mostra un cassetto accostato insieme ai ricordi chiusi dentro a una fotografia. 
Lei si sdraia vestita nel letto. Esausta dal doppio turno in fabbrica. Il suo bambino apre gli occhi al buio della lucina della notte… e si riaddormenta guardando la sua mamma.  

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 02-04-2020 16:21
Racconto molto profondo mi ha fatto molto piacere leggerlo, sei molto bravo ma questo già lo sai.

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