Il piede era stretto nella scarpa nuova. Quello sinistro, l'altro, calzava morbido. Non sapeva spiegarsi il perché e si rincuorava riprovando la scarpa, un elegante mocassino di pelle marrone dalle sportive impunture lungo il bordo. Ad ogni tentativo un nuovo lamento a denti stretti. Pensava che il commesso, ritto davanti a lui, lo compatisse ed in effetti un sardonico sorriso gli increspava l'angolo sinistro della bocca. Così si dava l'aria di chi alla fine avrebbe vinto la lotta tra piede e scarpa e rifletteva che sia lui che il commesso avevano qualcosa in comune: ciò che era sinistro. Non nel senso cupo del termine, di certo. Tolse il piede già dolorante dalla scarpa e pensò se non fosse la calza pesante a creargli fastidio. E perché allora il piede destro non protestava? Alzò lo sguardo verso il commesso, che aveva smesso di darsi da fare col calzascarpe, e sembrava che fosse pronto ad accogliere la fatidica frase:- Non mi sento a mio agio, non mi calza bene...è difettosa...
Invece con malcelato stupore dovette ricredersi perché il cliente si era convinto che fosse un disagio momentaneo e glielo confermò:- Sì, mi sembra che calzi meglio...sì, non mi dà problemi...che gliene pare?
il giovane rimase interdetto, ma si ricordò che il cliente ha sempre ragione e si congratulò per l'ottima scelta. Portò la scatola con le scarpe alla cassa e ricordò il prezzo al titolare:- Il Signore paga € 150.
E si voltò per non sghignazzare in faccia al cliente che si era convinto di avere fatto un buon affare.
