Lui aveva il cuore debole, lo aveva sempre avuto. Gli bastava uno sguardo dolce, una vocina, una preghiera, per piegarsi al giogo del sacrificio all'altrui volere. Il suo passo era sempre stato incerto nel cimentarsi con le prove della vita, lo stesso passo incerto di chi si sofferma troppo nel pensare, senza sapere a cosa andrà incontro, interrogandosi e ponendosi mille quesiti accessori dalla dubbia utilità. Riversava le sue incertezze nel suo animo e di li scorrevano diritte verso il suo cuore, una spugna ormai consunta ed ingiallita dal tempo.

Lei era giovane e rabbiosa, aveva votato il suo cuore ad un ometto che non la rispettava ed aveva deciso di non rispettare più se stessa, aveva deciso di non votare più il suo cuore ad alcuno. Il suo culo era duro ed i suoi capelli li aveva tinti di rosso, la sua vita era frenetica e lo spazio per i sentimenti era altalenante.

Si conobbero ad una cena, lei decise di sedergli in braccio, di costringerlo a danzare sulle note del peccato, lei lo sedusse con un'insistenza propria della gioventù. Lui la lasciò fare, incredulo, come ogni volta che accadeva, e accadeva sovente, che una donna si buttasse ai suoi piedi. La prese per mano, facendosi trasportare nel turbinio degli eventi.

Quella notte le loro carni si fusero, meandri corporei furono esplorati e volti stanchi e sudati furono fissati nel silenzio. Dopo aver giocato, a lungo, lui si sorprese accorgendosi che lei lo fissava, invece che darsi al riposo, con un mezzo sorriso e con gli occhi pieni d'amore.

La poesia però è sempre effimera e spesso la prosa è decisamente meno entusiasmante, la poesia lascia enormi campi aperti in cui spaziare con la mente, la prosa calca limiti e distrugge la fantasia. Proprio come questo scritto. Vennero i tradimenti, vennero i distacchi, vennero i tentativi di rivalsa tra due cuori affascinati, ma non innamorati. Ancora corpi si unirono, ancora sguardi, sempre più labili, fino a sparire.

Quando dorme la notte, di tanto in tanto, a lui pare ancora di tenere la sua leggerissima testa adorna di capelli rossi poggiata sul suo bicipite. Quando dorme la notte, di tanto in tanto, lei ricorda le carezze moleste di lui ed un brivido la percorre.

Lui è ancora un "vecchio" dal cuore debole e lei una giovane piena di rabbia, ora i loro cuori non hanno più motivo di coesistere, cuori che battono tremendamente vicini eppur sordi l'uno all'altro. Solo silenzio e nient'altro in questa fresca serata di primavera che trasporta la malinconia tramutandola in ricordo, un ricordo spiegazzato che andrà presto a confluire nello spugnoso cuore di lui. Lo stesso ricordo spiegazzato che lei fingerà di scacciare ad ogni occasione, liquidandolo come di poco conto.

Lo scorrere della vita li aveva messi l'uno di fronte all'altro ma avevano deciso loro di avvicinarsi, di fondersi nonostante le diversità. L'errore era stato loro.

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Profilo Autore: Demonius  

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