Pensa ai segreti che riposano fermi,
immobili e brutti, insofferenti di fronte allo
specchio,
pensa ai miei polsi che battono un secolo
spento,
lascivi all’aperto e dismessi dal buio.
Pensa al singhiozzo o alla pelle arrossata,
al sonno che appoggia ogni mia indecisione,
pensa che inoltre ho immagini e lettere,
e posso contare le stelle cadenti.
Chissà cosa importa e cosa è frugale
e sotto qual volto avrò da scavare.
Lo sento, sei tu, che voglio stupire,
mostrarti un minuto che valga la pena,
dormire felino per svegliarmi più buono.
Potere che neghi il respiro al mio petto,
appoggia un secondo l’orecchio ed ascolta:
nel mare del male ho imparato a remare.

Commenti
L'essere umano non è cattivo in sé, ma essendo fragile non sempre riesce ad utilizzare la palestra che fortifica: l'esercizio della scelta!
Questo spesso accade perché nello scegliere viene fuori il vero "io" che dismette i panni della vulnerabilità...
Bella questa tua, Charlie, mi piace come scrivi. Complimenti!