E’ un momento magico
mentre distende le gambe.
Ci volle un attimo
a trovare le parole
nelle tasche della giacca.
Mai visto una cosa del genere,
ansimai sbigottito.
Fissavi il cielo,
in uno spazio di assenza,
gli occhi grigi alla luce.
Feci un primo passo,
cercai allora nella testa
un tono deciso.
Non sto scherzando,
mi precedette.
Le porsi una mano
che, senza dire niente,
prese il suo posto.
Nostalgie di persone
si prendono la parte del cuore,
la occupano come casa,
ed è faticoso farle andar via.
L'anima sta ad ascoltare,
le loro voci sommesse,
e freme di un moto restio.
Calma apparente sul viso,
devia il pensiero, ma è solo
illusorio destino.
Trasportano le onde dei fremiti
e sarà un uragano dei sensi,
poi tutto tornerà normale,
dietro al moto perpetuo del tempo
che scorre sul giorno.
Scorre e porta lontano quello
che è già vissuto sulla tua pelle.
Cenere nera ora vola sollevata
dal vento.
guanti bucati e cuore a pezzi.
Sono un vecchio clown dal naso rosso
ed un cappello buffo per far sorridere.
Casco a terra tra capriole goffe,
mi rialzo dinanzi all'allegria ingenua
di bambini che mi guardano ammirati.
Sono un clown dal sorriso stampato
sul volto dal trucco e cerone.
Un pagliaccio dalla lacrima muta,
che scende da dietro, nessuno la vede,
ma la sento io, su questo cuore in pena...
quando tra tanti volti e mille sorrisi
non c'è il mio preferito.
Ma non vi preoccupate, sorridete gente,
è il mio lavoro, povero di ricchezze
ma dietro quel sipario è ricco di vuoti
che nessuno potrà mai riempire.
di un amara follia d'amore,
dove tutto era magico ma...
tutto è svanito nell'infinito.
Ho trovato segni di squilibrio
che mi hanno portata
ad esser consapevole di
attacchi di passione,
che hanno lasciato lividi
sulla pelle e sul cuore.
Ho provato a non pensarci,
tralasciando i sentimenti
che una volta mi rendevano
viva in tutti i sensi...
ma sono solo morta dentro.
Il ricordo è felice
Però mi fa male
Stringe una vite
Una morsa fatale
Il ricordo è perfetto
Però mi distrugge
Mi sdraio nel letto
La vita mi sfugge
Il ricordo è un oasi
Però mi disidrata
Ti manco? Forse si
In questa sera sfumata
Il ricordo è acqua fresca
Ed io ho molta sete
Allungo la testa
non riesco a bere
Il ricordo è dolce
Però è doloroso
Pensiero feroce
Mi sento da solo
Nodo alla gola
Ti ho lasciata sola
La felicità è una parola
Me ne accorgo solo ora
in fiamme, per un amore che brucia
sotto ai lividi e, che dolente s'affligge.
La mia essenza è ormai racchiusa da
un invisibile muro, un rifugio dove
non c'è accesso per alcuno,
tranne che per te, anche se sei
il tormento della mia anima,
che ha fame ancora di ricordare.
Sconfino coi pensieri, riportandomi
in una fantasia ancora da vivere...
che non fa pace con la realtà feroce,
che si è accanita contro me.
E ormai stanca... arrivo fin dove la rabbia
s'impossessa di ogni lacrima a cuore aperto.
di frivoli fraseggi
si fondono al falsetto
di un suono in fa minore
Sfiorito fiore inerte
si spegne al finto fuoco
in un fremito di foglie
nel solito refrain
di offesi rami infranti
Vivo il ricordo forte
di una sfuocata effigie
nel flebile fruscio
di una farfalla in fronte
Ho affossato affetti ed affronti
nell'eco fremente
di un canto di Frine
...infinito sforzo
di un'anima imperfetta
nella ricerca antica
di un fragile finale
soffocato nel petto col silenzio...
e mi nascondo tra foschie e ombre.
M'immergo nella corsa a perdifiato
di un sogno profondo e mai perso,
mi accascio con le emozioni al massacro,
ed il boia col suo fiato sul collo.
Tutto gira. Tutto è angoscia pura,
è inferno fin dentro alle ossa,
dalle narici... dai miei pori.
Interminabile corsa tra fango e lacrime.
Mani rotte, gambe dolenti,
piedi sanguinanti e cuore trafitto.
che una volta livida
s'è ribellata agli eventi.
Processo di una rosa
che sboccia al sole.
Ramo, foglie, spine...
e poi la sua bellezza.
Seta bianca è il mio cuore,
che una volta dolente
ha superato gli ostacoli.
Processo di un giglio
che da una lacrima Santa
nacque il suo splendore.
Tramonti rossi, albe, aurore
e notti fitte di stelle da dimenticare.
Porto con me bagagli gremiti
di delusioni e di perché.
Piove, ma non mi fermo!
Anche se il carico da portare,
ha il sapore amaro di baci falliti,
insinuati tra labbra e freddo.
Ci penso e avanzo senza voltarmi,
col vento a favore, che mi spinge
dove i taciti desideri, ancora confusi,
vengono esaminati tuttora dal cuore.
Un cuore privo di pulsazioni,
un cuore perso tra lividi ancora vivi,
un cuore... che non sa più tacere.
Cercherò un posto sconosciuto,
dove posso lasciarlo gridare,
dove potrà maledirti tra i deliri.
Vago finché la memoria cancelli
ogni immagine, ogni ricordo,
di tutto il gelo calato tra vestiti e pelle.
Il cielo è in tempesta, ma non mi fermo!
candide e soffici come piume,
nascondono il sole.
Osservo quell'angolo di cielo,
una nuova speranza cresce in me.
Il futuro mi appare luminoso,
la tristezza vola via,
tra quelle candide nuvole.
La luce di una nuova alba
si fa spazio fra le nubi
che avvolgono il nuovo giorno.
Illuminata dal sentiero della speranza
affronto il cammino
con le sue mille sfaccettature.
Resto in attesa
di un giorno qualunque
a guardare quella stella
che mi illumina mi segue
dimentico il ricordo della tempesta.
Oltre al limite,
oltre il cielo e le nuvole,
oltre la vita,
il sole nascerà.
Vago e intanto
sento la nostalgia svanire,
ora sono felice
mi appari tu
dolce Angelo che mi proteggi.
L' emozione è cieca,
eppure ha occhi splendidi.
Io sono una barca
in balìa delle sue correnti.
Perché non posso che essere
palpito e brivido.
O l'onda scossa e il suo fremito.
Potesse arrivarti
la bellezza di ascoltarti il petto.
Il cuore, per ultima cosa muscolo,
per prima ,puro battito.
Quando la morte ci attornia,
assedia e spegne,
sentire proprio lì la nascita,
il fiore aprirsi
sulla fragilità dei petali.
L'emozione è nuda,
splendidamente soltanto
pelle sottilissima.
Potesse giungerti
questo bacio sciolto nelle parole.
Potessimo insieme
abbandonare il gelo
dell'invernale rigidità,
per essere fulgore di fiamma.
Il fuoco cieco e vivo
che manca ad anime ghiacciate.






