Eri li,che dormivi in un prato di fiori dai colori sbiaditi,
tra i tuoi sogni impauriti,tra vestiti sgualciti.
Accoccolata ad una flebile luce,aspettando un qualcosa.
Un alone di pace,che rischiari le membra,
che appaghi la fame che senti da tempo.
Uno strano tormento,che le piume di un dì,perdesti nel sogno.
Ad una ad una spogliarono le tue vesti.
Ed è così che tu resti.
Nuda.
Dell' essenza.
Nuda.
Dell' essenza.
Della via tua perduta,della solita canzone muta,che ascolti da tempo.
Senza gioia e dolore.
Senza ombra e colore,cerchi un dio che non trovi,
non vuoi ne allori e ne lodi,
ne visi dipinti di sorrisi finti,falsi abbracci.
Hai avuto corde,lacci.
Incatenata, la tua anima,attende da tempo un qualcosa.Un qualcuno.
E cosi,nella mia strada in salita,odo un lamento.Non da labbra socchiuse esce,
ma da un cuore rigonfio di paura,
mi arriva alle orecchie.Mi cattura.
Riempie gli occhi di cristallina rugiada,cerco,e trovo la strada che a te mi conduce,
mentre mi svesto d'ombra e mi riempio di luce.
Dispiego le ali nel vento.Sento.
Un fruscio d'aria d'amore,tra le mie folte piume,
uno spiraglio,un barlume di luce scorgo.
Tra le tue membra assorte,sopite.
Risorgi dal sonno di vita,senza spada e scudo,tu,
sguarnita e indifesa,sei li.
In attesa.

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