
Gl'intensi profumi della zagara
mi accompagnavano dappertutto
in quelle aspre contrade,
tutto era eccessivo lì.
Il cielo d'uno splendore abbagliante,
il mare un'immensa distesa blu
che a seconda del vento
diveniva dolce o arrabbiato.
Ricordo l'isola
che nelle primavere
era un effluvio d'essenze
di zagare, gelsomini
bungaville ed oleandri.
Ma l'odore della zagara
era emergente:
amarognolo e pungente
a sottolineare una primavera
avanzata e rilucente...
Si sentiva ovunque l'olezzo
dei giardini in fiore
gli alberi erano ammantati
tra il verde delle foglie
dal bianco lucore
di grappoli di perle profumate
o di bianche stelle
che stagliavano l'aria
come candido miraggio.
Di fiori d'arancio fu il mio bouquet
da sposa.
Quei fiori nivei con il pistillo giallo
furono il corollario di un divenire
di grande felicità.

Commenti
Versi straordinari!
Lieto inizio settimana.
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Per eccellenza è il fiore delle spose, simbolo dell'amore sincero. I tuoi bei versi ce ne hanno regalato l'essenza.
Un abbraccio Grace, ciao... ^.^