Sonetto classico di endecasillabi canonici a maiore, rime incrociate nelle quartine e alternate nelle terzine nello schema ABBA ABBA CDC DCD.
Quand’ero poco più che ragazzino
scrivevo tra le mie prime “poesie”
piene di sogni e tante fantasie
sonetto¹ che, beffato dal destino,
scoperto ho riguardarmi da vicino:
confermandomi forti antipatie
alla prof n’esponevo tesi mie
che mai inutile fósse alcun bambino².
E oggi eccomi qui: non servo a niente,
una vita del tutto da scordare
da precoce invecchiato e pur pezzente
che i suoi giorni di vita sta a accattare
da uno stato che mostrasi inclemente
e da un padre sul quale sto a campare.
¹: ne parlai nel testo n° 293;
²: sineddoche per esigenza di rima, in quel sonetto, scaturito da una situazione contingente che riguardava noi studenti liceali, parlavo delle persone in generale, di tutti gli esseri umani; nel riferirmici qui ho scritto “bambino”! solo per rimare.
25-31/03/2025

Commenti
Sì, non per offrirti delle scusanti, un po' conosco le tue vicende. Ma credo davvero che quell'insegnante possa avere avuto un influsso negativo sul tuo sviluppo successivo e sulla tua (scarsa?) resilienza.
di certo m'ha fatto un po' male;
anche se, come suolsi dire,
è la somma che fa il totale.