Ne ho visti alcuni di una “nostra” autrice, mi hanno incuriosito e stamattina, letto l’ennesimo, ci provo anch’io.


Sperimentale
nasce novel sedoka
dandomi pelle d'oca.

So che non vale¹,
ché con le rime gioca,
ma novità m'infuoca!

¹: il “Sedoka”, essendo nativo giapponese, non solo non richiede le rime, ma non centra proprio nulla con la base della poesia occidentale, quindi non tiene conto delle accentazioni delle vocali e non usa gli accenti per regolare la metrica dei versi, ma al contrario ha i versi gestiti tramite il numero di sillabe basate sulle “lunghezze” delle singole vocali; un modo verosimile di rendere in linguaggio occidentale un Sedoka quindi è, come ho visto fare dall’autrice, usare versi di 5 e 7 sillabe in uno schema 5-7-7–5-7-7; essendo io affezionato alla metrica italiana e appassionato delle rime, l’ho interpretato con due quinari piani (accentati di 1ª e di 4ª) e quattro settenari piani (accentati di 1ª, 4ª e 6ª) vincolandoli con due rime in schema “aBB aBB” e m’ha divertito.

06/04/2024

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