Di budello
troppo chiuso dai lai
appesi alle pareti bianche
con mani imploranti
o aperto dalle correnti
verso il nero traguardo
dove l'occhio sfida
il vitreo paesaggio
per concepire un frutto
immaturo e ocra
o libero al fine
per un soddisfatto atto,
sempre commovente
lascia membra rilassate,
una gioia profonda
con lacrime forzate
ad attendere
che la notte riallacci
il sonno e le braccia conserte
nell'urlo delle viscere
mai sazie indolenzite
a ripromettersi d'usare ancora
lo spazio che rintrona a botti
tra forti ingiurie
nell'indistinto silenzio della notte.
