Il giorno che spirai,
lassù nel ciel salii,
per farmi giudicare
da Dio, Supremo Amore.
Non angeli e né santi
ad aspettar trovai,
ma un nugolo di gente
pensosa e indifferente.
Temetti qualche istante
che per un accidente
nel luogo sottostante
finissi immantinente.
Poi fui chiamato a sostener me stesso
da uno vecchio, vecchio assai,
toscaneggiante, così si era espresso,
col naso adunco fonte di suoi guai.
Così sareste voi lo scrittore !
mi disse con far canzonatorio,
quello che entra illuso nel settore,
nel mondo del declamatorio.
Ma no, Eccellenza, dissi a testa bassa
scrivere mi serviva solo
quando l’umore a volte si prolassa
a usar parole come vetriolo.
Che se non dico quello che io penso
de questo o quello che ner monno gira
nun riesco a ritrovare er senso
de ragionà su quello che m’attira.
Mica volevo fare poesia,
la lascio a quelli che la sanno fa,
ad imità con somma maestria
chi, come voi, sa come si fa !
Nun critico le rime, solamente…
a qualche vate de li tempi nostri
me limito a dir coerentemente,
lassate sta che nun so cazzi vostri !
A voi, o Sommo, che ve posso di !
scriveste sempre con gran capacità,
mica son pazzo e mia ragion finì,
m’accuserebbero de lesa maestà.
Che a dirla tutta è na cosa giusta,
leggendo poesie di qua e di la,
ora lassateme annà perché m’angustia
il mio giudizio e…quello che verrà.
lassù nel ciel salii,
per farmi giudicare
da Dio, Supremo Amore.
Non angeli e né santi
ad aspettar trovai,
ma un nugolo di gente
pensosa e indifferente.
Temetti qualche istante
che per un accidente
nel luogo sottostante
finissi immantinente.
Poi fui chiamato a sostener me stesso
da uno vecchio, vecchio assai,
toscaneggiante, così si era espresso,
col naso adunco fonte di suoi guai.
Così sareste voi lo scrittore !
mi disse con far canzonatorio,
quello che entra illuso nel settore,
nel mondo del declamatorio.
Ma no, Eccellenza, dissi a testa bassa
scrivere mi serviva solo
quando l’umore a volte si prolassa
a usar parole come vetriolo.
Che se non dico quello che io penso
de questo o quello che ner monno gira
nun riesco a ritrovare er senso
de ragionà su quello che m’attira.
Mica volevo fare poesia,
la lascio a quelli che la sanno fa,
ad imità con somma maestria
chi, come voi, sa come si fa !
Nun critico le rime, solamente…
a qualche vate de li tempi nostri
me limito a dir coerentemente,
lassate sta che nun so cazzi vostri !
A voi, o Sommo, che ve posso di !
scriveste sempre con gran capacità,
mica son pazzo e mia ragion finì,
m’accuserebbero de lesa maestà.
Che a dirla tutta è na cosa giusta,
leggendo poesie di qua e di la,
ora lassateme annà perché m’angustia
il mio giudizio e…quello che verrà.

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