Salve, mi presento, sono Bratto
Mi posso definir proprio un bel gatto
Un giorno si rivolge a me curioso
Un tizio con un fare pensieroso
E cercando inutilmente le mie fusa
Mi accarezza con la mano tutta tesa
Mentre lancia una pallina colorata
In attesa che gli molli una bordata
Mi sollecita ad alzarmi dal mio letto
Per seguire la sua idea di gioco matto
Io lo guardo con un fare sbigottito
Come a dire: ma che vuole da me sto striminzito?
Io mi stavo crogiolando negli allori
Dei miei baffi e rilecco quei sapori
Che portavano la gioia al mio palato
Dopo un pasto luculliano consumato
Quando questo mi rivolge quel suo sguardo
Di un curioso, che si crede con riguardo
Di poter sapere dall’intimo mio cuore
Una palla che simbolo può avere
Alzo il mio corpo stanco dal cuscino
Gli rivolgo una mossa tipo inchino
Poi ignorandolo mi affloscio nuovamente
Digerendo il mio pasto impenitente
A quel punto il meschino ci ripensa
Si riprende la palla in prepotenza
E con tanto di sfida alza il dito
Che egli voglia forse essere ubbidito?
Caro amico co Bratto caschi male
Se ti credi che questo povero animale
Lasci stare la sua siesta giornaliera
Perché c’hai nella testa segatura
Chi ti dice che abbia voglia di giocare?
Ti assicuro è più bello stravaccare
E con questo concludo il soliloquio
Evitando di dire uno sproloquio
Ma un consiglio ti do, la voglia è molta
non provare a disturbarmi un’altra volta.

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